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Filo rosso d’amore – Verona

Come potevo resistere a un’iniziativa promossa nientepopodimeno che dal Club di Giulietta ? Ma del resto anche la gente romantica come un gruppo elettrogeno nel tramonto, come la sottoscritta, a volte guarda film come “Letters to Juliet“. Ma andiamo con ordine: io non vivo a Verona e Filo rosso d’amore avrebbe potuto passare del tutto inosservata ai miei occhi. Come ci sono capitata?

La mia unica conoscenza veronese è il Magliuomo Simone Villa, titolare del Riot Clothing Space, laboratorio di moda artigianale annidato tra le stradine del centro della famosa città, ed infatti sua è stata la call for artist che ha raccolto decine e decine di lavori di maglia, cucito, uncinetto, grafici e tutto quello che l’immaginazione ha suggerito, tutti uniti dal celeberrimo  fil rouge.

Il bando: Filo Rosso d’Amore è un’opera condivisa lanciata da Riot Clothing Space in collaborazione con il Club di Giulietta, sul tema dell’amore.
Domenica 7 Maggio, verrà installata nel centro di Verona, una “cascata di cuori”, realizzati da tutte le persone che decidono di partecipare al progetto. Successivamente i cuori verranno venduti a scopo benifico, per aiutare una coppia in difficoltà a realizzare un loro sogno.
Il progetto prende spunto da una lettera vincitrice del premio “Cara Giulietta” 2017, dedicato alle migliaia di lettere che arrivano a Verona da ogni parte del mondo; lettera che cita la famosa leggenda del filo rosso del destino:
“C’è un filo rosso che unisce chi non si è mai conosciuto, che ci lega a qualcuno che forse incontreremo domani. C’è un filo rosso che guida e incrocia i nostri destini e ci porta ad amare a prima vista lo sconosciuto che è nella nostra vita da sempre!” I cuori possono essere realizzati nell’arte tessile che ognuno preferisce (cucito, maglia, uncinetto), ci sono dei pattern di riferimento per chi decide di partecipare, disponibili nell’evento o su richiesta via mail.Gli elaborati sono da realizzare preferibilmente di colore rosso ma con il materiale che volete.

Ho contribuito anche io, rivisitando, col suo permesso, “Falling in love” un pattern di Beatrice Paino – La BeBi qui il suo blog – e componendo un’opera in tecnica mista “L’albero dei cuori“. Questo ultimo ha una storia un po’ particolare: mi è stato suggerito dagli alunni della seconda A della Scuola Elementare De Amicis, di Vergiate, che ho incontrato per alcune ore di scambi artistici. Mi piace disegnare alberi, molto spesso nei miei dipinti sono piante strane, per forma, colore, collocazione: i bambini, rivisitandomi a mia volta,hanno voluto creare l’albero dei cuori, perfetto come idea anche per “Filo rosso”. In quello per Giulietta ho ovviato alla mancanza del filo aggiungendolo direttamente sulla tela.

L'albero dei cuori

Falling in love di LaBeBi rivisitato

Falling in love di LaBeBi rivisitato

I miei e gli altri lavori saranno in mostra questa domenica nel cortile del club di Gliulietta, se volete vedere una cascata di cuori è il momento giusto per visitare Verona. E ancora due chicche per comprendere meglio l’iniziativa e le persone che ci hanno lavorato: ho intervistato Simone e Beatrice.

 

Simone

1) Riot clothing space per me è un tempio della creazione, ci sono talmente tante idee e professionalità lì dentro che non so dirti quanto mi piace, quando e perché hai deciso di impegnarti in questa impresa?

Il progetto lo ho avuto da sempre, ha preso varie forme dal mio anno di diploma in fashion design fino al momento in cui mi sono deciso ad avviarlo. La spinta effettiva mi è stata data durante un corso propedeutico per i disoccupati ad investire in una propria idea business, poi la vincita di un bando regionale è stata la spinta finale che mi ha indirizzato del tutto all’avvio.
2) Come sei entrato in contatto con il Club di Giulietta e che rapporto hai con l’immagine tradizionale di Verona?
Il rapporto con il Club di Giulietta è nato un po’ per caso. Sapevo della loro esistenza da sempre, ma non ero mai entrato in connessione, poi da cosa nasce cosa e fatalità loro avevano fra le lettere candidate al loro concorso annuale una lettera che citava il filo rosso. E’ stato proprio il destino a farci entrare in connessione in questo momento.
Io di mio ho un rapporto di amore e odio con l’immagine turistica di Verona, ci sono luoghi molto più belli da visitare che non quelli canonici, che le persone vogliono vedere quando arrivano qui; ma altresì ne sono felice perché Giulietta e Romeo sono un richiamo turistico tutto l’anno!
3) Com’è stato organizzare “Filo rosso d’amore” e qual è stata la risposta delle persone che hai raggiunto con questa idea?
La parte più complicata è stata quella burocratica per cercare di avere un certo luogo di Verona, ma abbiamo poi rinunciato visto gli infiniti paletti. La gente ha risposto bene, ho raccolto circa 400 cuori, vediamo poi in che tempi e modi riusciamo a venderli.
Con il senno di poi potrei dirti che se dovessi ripropore una cosa simile per prima cosa cercherei di strutturare uno staff che mi aiuti, sia nela gestione che nella realizzazione ed installazione.
4) Ci sarà un luogo preciso di Verona in cui i lavori verranno esposti oppure deve rimanere una sorpresa fino a domenica 7 maggio?
Assolutamente si, non è più un segreto da settimane :D l’installazione sarà nel cortile del Club di Giulietta in corso Santa Anastasia 29, ovviamente a Verona.
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Beatrice
Dal pattern: ” Ho pensato a questa presina tutto d’un fiato, perché volevo qualcosa di colorato nella mia cucina e perché penso che cucinare sia un gesto d’amore, così come lo è creare un accessorio o un capo di abbigliamento ai ferri o all’uncinetto.”
1) Di “falling in love” hai dato già spiegazioni nel pattern (le scriverò), che sensazione ti ha dato aiutare il Club di Giulietta e cercare di esprimere l’amore con il filato?
1. Per me lavorare ai ferri, a maglia o uncinetto, è una manifestazione d’amore. “All you knit is love” mi si addice totalmente. Chiunque abbia un mio capo, dal più semplice al più complesso, ha una parte di me, una parte del mio cuore. Creare un pattern e dare vita quindi ad un progetto per Romeo&Giulietta è stata una sorta di conseguenza, quasi una maturazione personale e allo stesso tempo una crescita personale a cui sto lavorando in questo periodo della mia vita. Quando Simone mi ha proposto di creare qualcosa che contenesse dei cuori, non ho neanche voluto informazioni ulteriori. Mi sono messa immediatamente al lavoro perché una parte di me, quella che sogna che il knitting possa diventare un lavoro a tutti gli effetti, dimostrasse di essere pronta, matura, appunto, al punto giusto!
2) Come designer hai un oggetto da realizzare che ami particolarmente, una tecnica, un tipo di filato?
Non mi sento di definirmi designer, ma questo progetto mi ha permesso di capire che in realtà ogni mia creazione va “di testa sua”, pur ispirandosi a qualche modello. Nella vita e nel knitting raramente seguo le istruzioni, preferisco dare un tocco personale, pur non inventando nulla di nuovo. Lavorare a maglia è comunque una forma d’arte, lo è se si realizzano capi e accessori oltre che per il fine ultimo anche e soprattutto per la persona a cui sono destinati. E allora ti posso dire che come “designer” non ho una preferenza particolare perché mi lascio ispirare dalle sensazioni e dalla persona per cui disegno e realizzo. E come ogni artista, dotato di una buona dose di follia, non creo se non sono ispirata.
3) Come hai iniziato a lavorare a maglia e come hai deciso di impegnarti maggiormente e farne un lavoro?
Ho iniziato a lavorare a maglia per noia. Ero piccola, ma allo stesso tempo abbastanza grande per chiedere mi fosse insegnato a tenere in mano i ferri. Ho imparato dalla mia nonna paterna ed è piuttosto assurdo visto che con lei passavo pochissimo tempo e di rado. Avevo una zia, che è mancata troppo tempo fa, la sorella di mia mamma, che aveva le mani d’oro. Lei mi avrebbe insegnato tantissimo, ma penso che l’amore per i filati e i ferri sia la sua eredità, ciò che mi ha trasmesso e che oggi, dopo quasi 30 anni, ci lega ancora. Il lavoro a maglia mi ha sempre accompagnato, ma prima facevo solo sciarpe e gilet. Oggi ho acquisito una maturazione personale per cui ho compreso quale sia il valore del proprio benessere e quanto sia importante fermarsi e dare sfogo e tempo alle proprie passioni più che dedicare le proprie forze a creare soldi “infelici”. E dunque tento ogni giorno, da un anno a questa parte, con maggior impegno, perché il knitting sia anche un lavoro, ma non so ancora dirti se ci sto riuscendo o meno. Mi sento più realizzata però quindi forse sono sulla strada giusta!
4) Mi è piaciuto il tuo pattern per “filo rosso” perché è molto pratico, è bello ed è pensato per starti vicino tutto il giorno: quando pensi a un pattern che peso ha la praticità di uso e di realizzo nel tuo progetto?
Come ti dicevo, ogni mio progetto nasce da una fase di pensieri fitti e a volte complicati. In prima battuta penso al filato, all’uso che voglio venga fatto di quel progetto, se è una copertina per bambini ad esempio scelgo un filato sottile e leggero, che sia caldo d’inverno ma anche fresco d’estate. Se penso alla cucina allora opto per i cotoni molto grossi, alle lane da infeltrire o alle fettucce. Se penso ad un capo di abbigliamento allora voglio sapere chi lo indosserà e se il capo dovrà essere lavato spesso o potrà ricevere attenzioni o cure diverse. Sono comunque una persona pratica ed ogni mio progetto è pratico, sia nella realizzazione, sia nell’utilizzo. E infine cerco di partire da un progetto, soprattutto quando creo un accessorio come in questo caso, che possa avere diverse identità. La mia presina è stata replicata come cuscino o con colori diversi, ad esempio. Ho pensato ad un qualcosa che fosse facile da realizzare ma volevo anche che nel replicarlo fosse fonte di ispirazione proprio perché accompagnasse il quotidiano. E volevo portasse un po’ d’amore perché è solo di questo in fondo in fondo di cui abbiamo un gran bisogno.

La storia dell'Albero dei Cuori

Al Riot Clothing Space

Albero dei cuori in seconda A

  1. 11 Maggio 2017 a 18:44 | #1

    Che meraviglia leggerti! Ora che ti ho trovata non ti mollo più!!!

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