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Archivio Agosto 2016

A.A.A. Offresi sorrisi

24 Agosto 2016 Nessun commento

Vorrei offrire due o tre sorrisi a chi ora e oggi ne ha bisogno, per qualsiasi motivo. Per chi sta in una sala d’aspetto e non sa farsi passare il tempo. Per chi vuole staccare due minuti. Per chi siede su un treno o un aereo e ha guardato fuori dal finestrino fino a tre secondi fa. Per chi non può fare il bagno perché la colazione è ancora là e tocca tirare avanti sotto l’ombrellone ancora un po’.

Queste righe sono tratte da “Due amiche mezza lupa”, che è il mio libretto umoristico sui primi otto mesi della famiglia con il nostro cane lupo cecoslovacco. Ecco, se cercate rigorose osservazioni scientifiche, tabelle e terminologia etologica precisa, no, decisamente non fa per voi. Se invece volete farvi due risate su una biologa (un soldato semplice tra le fila della scienza) che incontra un simpatico ciclone e vuole condividere la sua esperienza evitando pedanterie da addetti ai lavori andate avanti.

L’e-book invece è qui.

Isabeau... "Non aveva nostalgia della sua prima casa o di sua madre, non si è
mai nascosta sotto a un tavolo o sotto al divano per la paura e
l'ansia da separazione dalla famiglia di origine, nemmeno il primo
giorno. Ero pronta a tutto: il Signor Worf, il gatto più placido che
mai abbiamo ospitato, la prima sera si nascose sotto a una libreria.
Quando lo stanai resistette allo scoperto giusto i dieci secondi
necessari per infilarsi nel fan coil. A quel punto spensi il
riscaldamento e smontai il malefico macchinario per estrarre il
gatto: vissi con dei mattoni sotto a tutti i fan coil di casa finché non
fui sicura che la bestiola aveva raggiunto una dimensione tale da
rendere la fuga nell'impianto di riscaldamento impossibile.
La Isa non si rintanò mai da nessuna parte, anzi, baldanzosamente
alla scoperta del mondo si infilò un paio di volte nella rete che
separa il nostro terreno da quelli dei vicini.
Le recinzioni sono importantissime: con un CLC devono essere alte
e resistenti. Alcuni fanno uso di un serraglio ed ho trovato
allevatori che lo consigliano ai futuri proprietari insieme a un box
d'appartamento. Che non so di preciso cosa sia, ma, del resto, non
ho mai pensato di tenere un mezzo lupo in un trilocale.
Nell'interesse del trilocale, anche.
Quando dicono che il pastore cecoslovacco è la versione canina di
Houdini è vero. Se desidera superare un ostacolo ce la farà
escogitando parecchie soluzioni, una delle quali finirà per
funzionare. Io lo so bene; se lascio Isabeau in giardino mentre sono
al parco davanti casa o dai vicini ho un'altissima probabilità di
vederla comparire festosa dopo 5 minuti. Lei sa che ha fatto
qualcosa che non deve fare, ma scodinzola e tiene le orecchie
pudicamente basse. I lupi sanno barare.
Da piccola ha imparato ad entrare e uscire dallo sportellino del
gatto dopo una sola settimana di casuale osservazione dei
movimenti di Uhura. Al pinscher in sei anni non è mai neanche
lontanamente passato per l'anticamera del cervello: ha sempre
preferito dimostrare il suo disappunto per la lontananza dalla
cuccia sotto al termosifone uggiolando per ore davanti a tutte le
finestre di casa, con la prefenza per quella della stanza in cui mi
trovo.
Adesso abbiamo smontato la gattaiola: la Isa si era accorta di non
poterci più passare dai quattro mesi di età, ma non aveva perso
l'abitudine di infilarci la testa e tre settimane fa ha divelto lo
sportello basculante durante uno scambio di battute con il gatto da
un lato all'altro dell'apertura.
Siamo in autunno, comincia a fare freddo e possediamo già il foro
nel muro obbligatorio per chi cucina con i fornelli a gas."

Rientro

22 Agosto 2016 Nessun commento

E, più o meno in silenzio, arriva il momento dell’anno in cui si percepisce una specie di cambio nella marea. Le prime foglie gialle sparpagliate a terra dal temporale sembrano tristi biglietti da visita dell’autunno. Arrivano i primi funghi e i fungaroli partono per le forre alle prime luci dell’alba, con la bocca cucita sulla loro destinazione. I funghi sono il vero frutto proibito: nessuna mela ha mai generato un simile susseguirsi di litigi, sfregi di carrozzeria, gomme tagliate e incidenti in montagna.

Nei boschi delicatamente i ragni tessono larghe ragnatele, e assai poco delicatamente ci passo in mezzo distruggendole, combattuta tra l’aracnofobia e e la consapevolezza confortevole che sta accadendo la cosa giusta al momento giusto. Tanto tempo fa una tesista ventitreenne attraversava campi di granturco brandendo una cartellina di plastica con le schede di raccolta dati davanti alla faccia, per non vedere i grossi aracnidi che vi avevano  fatto il nido. Mica studiavo i ragni, io.

Il poco poetico bollettino del rientro vacanze è anch’esso una tradizione: la cosa giusta trasmessa in radio al momento giusto. Mentre immagino infinite code, corredate dalle schiere dei santi nominati che da esse si levano, trovo una delle magre consolazioni che mi rendono accettabile il non essere partita nemmeno quest’anno.

Noi oltretutto siamo masochisti, neanche troppo in fondo, e quando si va al mare si torna alla natia Sicilia del marito: una migrazione da 1700 Km da affrontare con prole e cane. E il cane è l’unico che ben ci si adatta, perché bivacca beato nel baule guardando il mondo con la stessa aria assente del grande capo E. Io e il marito ci si alterna alla guida, ed io, di riffa o di raffa, mi becco sempre l’Appennino Tosco-Emiliano e la Salerno-Reggio Calabria.

A proposito del tratto dell’Appennino Tosco-Emiliano! Sono solo io che penso che quel tratto di autostrada sia assimilabile al Triangolo delle Bermuda ? No, perché ogni volta che è Barberino del Mugello e Roncobilaccio, si tratta di code chilometriche e/o un qualche automezzo in fiamme. Matematico. Che sulle corsie con macumba ci siamo noi come testimoni, o che stia semplicemente ascoltano le news del traffico con un orecchio alle casse e uno alla figlia, là si arenano pullman come balene spiaggiate, là si alzano colonne nere di fumo. Autocombustione? Unione di pendenze difficili e radiatori affaticati? Lo spirito di Marconi ? Il fantasma dell’ultima revisione si rigira nel cofano?  Qualcuno chiami Roberto Giacobbo.

Se c’è, la segnaliamo

17 Agosto 2016 Nessun commento

Una comunicazione di servizio su Mezzo Giusto, ci abbiamo lavorato fino a ieri e adesso lo dico!

Che il sito sia gratis ormai lo sanno anche i gatti. Da oggi abbiamo una funzione in più! Si potrebbe definire come “Se c’è, la segnaliamo.”

Ma andiamo con ordine, il sito funziona così: tra tutti i modelli di automobili e gli allestimenti diversi presenti sul mercato italiano un algoritmo (freddo e imparziale) sceglie quelle che si adattano meglio alle vostre esigenze e con le emissioni minori di CO2. Vi presenta una rosa di tre candidate scelte tra tre marchi automobilistici diversi, restringendo così il campo al meglio di ciascuna casa per voi. Questa è sempre stata la nostra impostazione.

Le vostre preferenze le indicate voi stessi facendo delle semplici spunte, e non sempre ci sono almeno tre vetture diverse che soddisfano tutte le vostre condizioni. Da oggi non è più necessario che ci siano per forza tre modelli diversi rispondenti per far apparire i risultati: verrà visualizzato anche il singolo o doppio, in un certo senso abbiamo potenziato la funzione di ricerca. Capito perché “Se c’è, la segnaliamo”?

Provate voi stessi su www.mezzogiusto.it  , tanto è gratis. Ed è anche “mobile friendly”.

 

 

Ricetta

16 Agosto 2016 Nessun commento

Prendi della prole un po’ pigra e annoiata dell’estiva permanenza forzata nel perimetro di casa. Scegli un sentiero facile facile, ma molto scenografico, come il numero 1 del Parco Campo dei Fiori, tratto Osservatorio Astronomico – Forte di Orino. Aggiungi una spruzzata di farfalle, un pizzico di vento fresco e piacevole. Spalma bene tutta la provincia sotto gli occhi della figliola, aggiungi lentamente dell’esercizio fisico con gli attrezzi del percorso vita e otterrai…

…della prole entusiasta della montagna, che prima o poi trascinerai senza remore né pietà sul sentiero 2 dello stesso parco, che arriva nello stesso fantastico posto del numero 1 ma è tutta un’altra storia. E la prole si lamenterà, ma ormai sarà catturata, anche lei senza scampo, dal fascino masochista della montagna. E tu perpetrerai, senza sapere nemmeno il perché, la stirpe senza speranza dei mistici – camminatori, degli adoratori dello scarpone.

 

I video di “Con gli occhi di Ada”

10 Agosto 2016 Nessun commento

Naturalmente non dovrei mostrarmi a figura intera, perché l’impietosa critica sul corpo non l’ha scampata nemmeno la squadra femminile italiana di tiro con l’arco dopo aver sfiorato il podio, emergendo su non so quante altre formazioni da tutto il mondo. Ma sarò fiduciosa, dato che, in una nazione civile e avanzata, le valutazioni sulla fisicità altrui vengono effettuate, come naturale, nel silenzio della propria scatola cranica e non vengono esternate. Perché, detto tra noi, la differenza è tutta lì. Gli occhi ce li abbiamo tutti, uomini e donne: ognuno segue il proprio canone estetico e nessuno ha il diritto di metterci il becco, è il denigrare e bullizzare chi ad esso non risponde che proprio non va, soprattutto dalla testata di un quotidiano serio.

La mia rovina sono i portali di arte da cui cerco di commercializzare i miei dipinti. Tutti consigliano di confezionare dei video, anche amatoriali, sulle opere; una specie di youporn della pittura. Lo fanno a ragion veduta, dato che, ho verificato, riesco a vendere più facilmente un quadro di cui ho confezionato in qualche modo il filmato di spiegazione. Non sono abilissima, lo confesso, e poi, con una fiducia in me stessa che a volte mi sconcerta, mi devo mostrare, ben sapendo di non avere una taglia 42. Pardon, una 38, secondo le recenti aberrazioni della moda, che continua ad ignorare, con la consueta leggerezza, il serio e salutare Indice di massa corporea. Io invece insisto nell’incaponirmi sul fatto che di mestiere non faccio né la modella né l’attrice e che, se c’è da guardare e valutare qualcosa, quel qualcosa è il mio  lavoro. Certo che sono ben strana.

Ecco i cinque video della serie “Con gli occhi di Ada”, realizzata sull’omonimo racconto a più mani edito da Anankelab nel libro “Il gusto di farlo – Raccontarsi senza veli”. Io li ho dipinti, queste le autrici del racconto: Anna Paola Bosi, Maria Teresa Busca, Luisa Giannitrapani, Lea Mazzei, Barbara Mirmin, Francesca Piscioneri, Gabriella Serravalle, Lia Adornato.

me-myself-and-a Qui il video

il-fuoco-fatuo Qui il video

il-risveglioQui il video

la-belle-dame-sans-merciQui il video

linattesoQui il video