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Archivio Maggio 2015

MezzoGiusto parte dalla provincia di Varese.

23 Maggio 2015 Nessun commento
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Bologna 23 maggio 2015

21 Maggio 2015 1 commento

Per questo incontro, lo confesso, avevo altre aspettative. Poi ho visto il meteo per sabato ventitrè a Bologna e ho silenziosamente detto arrivederci alla giacca grigia maniche tre quarti con i bottoni-gioiello arraffata al volo ai saldi tre anni fa e usata, appunto, tre volte per mancanza di occasioni ufficiali primaverili. Contavo anche di infilarmi un paio di sandali da urlo finto-scomodo (i classici che quando le tue amiche guardano il tacco dodici esplodono in un “ma come fai?”, ignare dei vantaggi di un bel plateau) ma mi dicono che le temperature si aggireranno attorno alle minime di febbraio e saranno molto probabili fenomeni temporaleschi.

Sarà bellissimo, invece, chiacchierare per qualche ora con la mia amica Arancioeblu. Abbiamo un po’ di anni in arretrato pronti per essere scandagliati nella nostra conversazione, e forse non mancheranno i revival di quando rastrellavamo i boschi in cerca di tracce animali. La divisa constava di pantaloni lunghi, maglietta, scarponi e bussola ma eravamo felici.

Saremo felici, io e tutti i partecipanti alla presentazione del libro/concorso “Il colore delle donne”, di incontrarvi alle 18 alla Sala Consiliare del Quartiere San Donato a Bologna.

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Viva la Mamma (?)

11 Maggio 2015 Nessun commento

Secondo Hazel Dixon Cooper il mio segno zodiacale (Sagittario) manifesta allergia cronica alle responsabilità ed è forse la costellazione meno dedita ai lavori di cura tra le esistenti.

Sarà per questo che ieri stavo per morire annegata nella marea di melassa sollevata dalla festa della Mamma? Tutti ad esaltare l’abnegazione e la pazienza delle Madri, l’amore incondizionato. Passi per l’amore incondizionato. Ma l’abnegazione e la pazienza non sono tra le mie poche virtù. Chi scrive è una che manda sua figlia in piscina per schivare almeno una volta a settimana l’asciugatura dei capelli con il phon, ha aspirato praticamente tutti i chiodini per disegnare e qualche vestito di Barbie a terra in camera della prole per non raccoglierli (una volta sulle piastrelle sono perduti) ed è a malapena sopravvissuta al ripasso delle sillabe a casa durante la fase scolastica dell’apprendimento della scrittura.

Le Madri non si smontano davanti alla progenie che imbroglia per non lavarsi i denti. Le Madri non si infrascano in giardino con un libro poco serio quando l’amata figlia vorrebbe imparare a pattinare. E comunque, ferma restando l’infondatezza scientifica dell’astrologia, io penso che la serie di Sfigology meriti di essere divorata solo per l’irresistibile ironia dell’esposizione. Ma continuiamo con il masochismo….Le Madri salvano la prole appena possono dalla mensa scolastica per confezionare loro stesse pasti bilanciati e appetitosi, non se la filano sul sentiero Cuirone – Varano facendo capriole come John Belushi –  in perfetto silenzio per non spaventare l’avifauna – approfittando del tempo dedicato all’istruzione dai figlioli.

Insomma a me la figura della Mamma sta un po’ stretta, come del resto i jeans dei miei venticinque anni. Poi, al fine di non causarle danni psicologici permanenti, ho accettato di buon grado il bigliettino che mia figlia ha confezionato per me a scuola. Per diplomazia ho distribuito un po’ di “mi piace” e stelline sui social. Per farle piacere, dato che è la mia, ho fatto gli auguri a Madre. Ed ho così smentito l’astrologia classica, dato che dovrei essere anche la meno conformista del firmamento.

Non sono da sola, però: qui un post assai più serio di Lea Melandri sull’ingombrante figura della Mamma.

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Ontano: la donna del bosco

7 Maggio 2015 Nessun commento

Come sempre, dopo lunghi periodi di assenza, ho una novità. Ecco “Ontano, la donna del bosco”, 50×70 cm acrilici su tela. Le leggende di riferimento per questo dipinto sono due.

La prima racconta che il legno dell’ontano, una volta tagliato, prende una colorazione rossa perché è l’albero delle streghe; la seconda narra che l’ontano si può trasformare nella donna dei boschi: una creatura mitica che può rivelarsi brutta, anziana e pelosa come un incrocio tra la nonna di Cappuccetto Rosso e il lupo oppure bellissima come la principessa Aurora nella favola della Bella Addormentata, tutto questo a seconda di chi l’avvicini.

Gli alberi sono realistici, chiunque abbia fatto una passeggiata su un corso d’acqua sa che hanno un portamento conico e amano raggrupparsi a due o tre. L’elemento fantastico è portato dal barbagianni in volo (una strega, come tutti gli uccelli notturni) e dall’accenno alla fanciulla dai capelli d’oro che gli va incontro dall’ombra della tripletta di ontani.

La donna del bosco è solo suggerita, non chiaramente disegnata, un po’ perché il suo mondo è quello etereo dell’immaginario e un po’ perché non amo molto ritrarre il corpo femminile. Non che non lo sappia fare, ho frequentato anche io il mio bravo corso di disegno del corpo umano con modella in carne ed ossa in variabili proporzioni, solo che trovo l’immagine dei nostri corpi piuttosto inflazionata e stereotipata, sia nelle rappresentazioni quotidiane sia nelle attuali arti visive. E siccome, come non smetto mai di dire a nostra figlia seienne, l’artista fa quell’accidenti che le pare, soprattutto quando non si tratta di commissioni, basta con le giustificazioni, immaginatevela voi, la donna del bosco!

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