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Archivio Marzo 2014

Sul farsene una ragione 2.0

25 Marzo 2014 Nessun commento

Volendo scegliere una degna colonna sonora per questi giorni ci spalmerei sopra “You can’t always get what you want” (non sempre puoi ottenere ciò che vuoi) dei Rolling Stones,  in veste di  rappresentante in questo blog dell’intera categoria di quelli che se ne devono fare una ragione, per un verso o per l’altro.

Me ne devo fare una ragione. La moneta che ho trovato sotto al fico l’anno scorso, risalente agli ultimi anni del diciannovesimo secolo, non vale, appunto, un fico. Non importa come mi sono sentita al momento del disseppellimento, che mi mancava solo la frusta e il cappello e chi sarai mai, Indiana Jones? Partivo per prendere un po’ di terra dal pollaio per il vaso del basilico e ritornavo vincitrice con la gloriosa vanga nella destra e il bottino nella sinistra: un tondo di chissà quale metallo incrostato di terra, in attesa di rivelarmi la sua natura di preziosa moneta da collezione filatelica.  Prima delusione: dopo la ripulitura la moneta si dimostra essere di vile lega. Pazienza. Niente oro o argento. Mostro la moneta al mio babbo, piena di orgoglio e trepidazione. Lui, pragmatico come sempre, fa spallucce e me la sequestra per circa un anno per dirmi alla fine che….. la mia moneta, in buono stato, eh!, vale… ta-daaaa….. circa 1 euro. La mia moneta non è in buono stato, le scritte e la testa non si vedono quasi più. Non vale nemmeno cinquanta centesimi. Però come mi ha fatto sentire, quando l’ho trovata. Magari è caduta al mio bis-bis nonno mentre lavorava nell’orto. Magari l’ha seppellita il mio bis-nonno mentre giocava ai pirati. Come se dalle loro mani fosse arrivata fino alle mie. Nipote, uno scherzone! Ha ha. Bello nonno, grande!

Me ne devo fare una ragione. Ho dato una mano alla costruzione del carro di carnevale. Ce l’ho fatta, ho piantato in mano degli acquerelli alla piccola per farle passare il tempo divertendosi, ho legato il guinzaglio di Isabeau a un trattore (ovviamente fermo) per fare in modo che non masticasse gli elementi già pronti mentre facevo la mia parte con la colla vinilica e gli smalti. Sono tornata a casa infreddolita e annacquata (clima insubrico, l’umidità entra nei capannoni, eccome),col guinzaglio a pezzi (la lupa non era contenta della poca libertà d’azione), la testa rintronata dagli strilli infantili (la mia prole voleva un ruolo più attivo nella costruzione del carro) e i vestiti indelebilmente inzaccherati. Finalmente si arriva al momento della sfilata, ed è anche una bella giornata. Posso festeggiare con i miei compagni di avventure, i maschietti rigorosamente abbigliati da tenniste -e o cheerleader, le signorine da sportivoni incalliti, e la figliola si spitascia a suolo ingloriosamente a metà percorso mentre gioca a rincorrersi con i suoi compagni di asilo. Causa entrambe le ginocchia sbucciate e sua scarsa attitudine a minimizzare questo tipo di incidente, le croste alle giunture sono medaglie al valore dell’infanzia, sono costretta a rinunciare ai festeggiamenti per riportare a casa la bimba, che senza cerotto non può stare. Addio allegra carnevalata con gli amici.

Non parlo della giornata mondiale della donna perché delle discriminazioni non me ne voglio fare una ragione…..

 

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Carnevale 2014 – preparazione

1 Marzo 2014 1 commento

Siamo immersi nei preparativi del Carnevale, io presto occasionalmente un po’ di mano d’opera per la preparazione della sfilata del paese, ho, poi, la mia piccola parte nel tradizionale spettacolino dei genitori per i bambini della materna . La piccola ha deciso di vestirsi da Bloom. Ma non da Bloom normale. Una delle trasformazioni. Io le avevo promesso di cucirle il vestito e avrei voluto mangiarmi la lingua quando la bimba mi ha fatto vedere di che si trattava. Mi sono armata di coraggio e di un metro e mezzo di raso a poco prezzo (a scanso di grossolani errori) ed ho prodotto una specie di abito da sera monospalla con la gonna a balze, tanto ha una maglietta rosa a maniche lunghe da mettere sotto. La zia mi aveva regalato i brillantini da stirare sui vestiti e ci ho messo anche questo tocco glamour.

Tra una cosa e un’altra corro come un criceto nella ruota ma ho notato una cosa: siamo pochi  che amano il carnevale. Per altri travestirsi da qualcos’altro e fare un po’ gli stupidoni, come direbbe nostra figlia, non è divertente. Ma tanto non ho tempo nemmeno per essere perplessa.

Come mi vestirò quest’anno? Questa volta completo scambio di ruoli. Il marito impersona, come al solito, la Carmen ed io…. io faccio il capomastro con tanto di cintura degli attrezzi e martellone di gommapiuma.

Tra le mani appiccicose di colla vinilica e la spoletta della macchina da cucire che si rompe, uno strillo infantile e il solito lupo da sgambare, se no mastica i mobili, ho anche rinnovato la patente. Mi aspettavo un calvario, invece, pur non facendolo tramite agenzia, è stato velocissimo. La asl locale ha fornito tutti i bollettini, un salto in posta, una fototessera e una veloce visita del medico. Due giorni e il postino mi recapita a domicilio la mia nuova patente-tessera magnetica. Procedura nuovissima. Tant’è che il povero postino non sapeva di dovermi fare pagare 6, 86 euro per la consegna ed è dovuto tornare a fine turno. Sono dispiaciuta per lui: due volte in un giorno Isabeau che mostra il peggio di sé, latrando in difesa del territorio, pattugliando il cancello e mostrando più denti in cinque minuti che quelli visibili nell’intera filmografia de “Lo squalo” è veramente troppo.

 

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