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Archivio Novembre 2012

Gattate

24 Novembre 2012 Nessun commento

I gatti ci somigliano: ogni giorno sono di umore diverso.Tutto questo, nel bene o nel male, può cambiarti la giornata.

Per esempio si può passare un pomeriggio a tenere d’occhio Uhura, perché le è presa la febbre predatoria. E quindi prima chiudere strategicamente la gattaiola se la si vede mentre si avvicina con una grossa lucertola. Sobbalzare dopo averla riaperta quando lei entra con qualcosa in bocca che sembra, a una prima occhiata, un topo stecchito, poi, per fortuna, si rivela un pezzo di pianta grassa con relativa radice.

A quel punto si recupera la pianta grassa facendo ampia mostra di apprezzare le doti di cacciatrice della gattina e si getta il vegetale eradicato in giardino dalla prima finestra aperta – tanto l’orto è già nel caos – appena il suscettibile animale si gira.

Dieci minuti dopo si può inseguire una piccola lucertola in soggiorno, insieme alla felina, totalmente esilarata dalle possibilità della caccia in branco, per nasconderla poi nel cespuglio di ginestra più vicino, sperando ardentemente che il rettile sia sufficientemente evoluto per imparare dalle esperienze traumatiche.

D’Artagnan è un vero guascone. Puoi osservarlo ore, affascinata, quando decide di andare a caccia di foglie. Sta in agguato sotto l’albero di ciliegio, si scalda molleggiando i muscoli delle zampette posteriori e scatta veloce quando una foglia autunnale cade. Dopo averle catturate le porta fiero ai vicini di casa, dai quali risiede. Infine torna per ripetere la trafila.

Penso che quest’anno non dovrò rastrellare.

Delle volte Uhura e D’artagnan uniscono le forze: lei, piccola e leggera, mastica rametti in equilibrio precario sul cespuglio quasi spoglio dei fiori d’arancio, lui, che a 4 mesi era già più pesante della sua amica all’età di un anno,  aspetta a terra quello che la gatta fa cadere.

 

 

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Circondati

21 Novembre 2012 Nessun commento

“Eccola!” sto pensando, mentre osservo il lui di questa nostra coppia di amici che mi informa della loro gravidanza.

“E’ proprio l’anno!” proclamo tra le felicitazioni.

Infatti se dovessi aprire la mia rubrica e segnare una crocetta su ogni amica/amico che aspetta rischierei di terminare l’inchiostro.

Benissimo, felicitazioni per tutti, auguri e in bocca al lupo.

Nel frattempo qui è partita la produzione: ieri ho dato il punto finale a un lenzuolino da lettino in puro cotone made in Italy. Abbiamo deciso che lo assegneremo ai fortunati che giungeranno al traguardo per primi.

Non si disperino i secondi, i terzi, i quarti e così via: si stanno già progettando copertine e cappellini. Ho sempre avuto, invece, poca fiducia nei coprifasce e nelle scarpine, danno l’idea di essere poco pratici, al dunque non li ho usati e non mi sono per niente mancati.

Per nostra diretta esperienza non regaliamo mai giochi: la nostra non li ha mai degnati di uno sguardo. Anche ora quando li guarda è per smontarli.

Mentre le faccende procedono scorre la solita vita: congiuntivite della figliola, manifestazione contro i tagli alla scuola statale di figliolo (le avrà prese stamattina? stasera si vedrà), calo dell’acaro dei polli e aumento delle uova in numero e dimensione, lavastoviglie che perde, una piccola tela in commissione, un concerto di Mozart assegnato dal maestro di piano.

Vorrei chiudere con una citazione. Citerò la mia professoressa del liceo: “Il tema si chiude quando non si ha più nulla da dire”. Mi stia bene, Rossella.

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Annuncio felino

13 Novembre 2012 Nessun commento

A proposito di gatti da salvare… nel fine settimana di Mordor che è stato questo, oltre all’influenza vomitosa della piccola,  alla pioggia che mi ha impedito di partecipare alla fiera del santo patrono e alla rovinosa caduta di sabato sulla via del pollaio – scivolata sulle foglie in mezzo al fango- mi arrivano queste nuove da una cara amica che vive in Francia:

1) ha avuto un incidente di auto pauroso a Torino, in autostrada, lei si è ammaccata per benino ma per fortuna la figlia è illesa;

2) nel medesimo incidente ha perso il gatto, fuggito per il terrore nel momento in cui l’hanno estratta dall’auto.

Non me ne vogliate se pubblico questo annuncio e non il solito cumulo di ridicole sciocchezze. E’ dedicato soprattutto ai torinesi. Se trovate la gatta della mia amica contattateci. Se lei non può vengo a prenderla io, sono a circa 1 ora di distanza. La gatta è chippata, quindi c’è il modo di distinguerla velocemente.

 

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Frenetico

5 Novembre 2012 4 commenti

La premessa è che ho terminato “Lago di Comabbio, vista dalla spiaggia di Corgeno”, cm 40×180, acrilici su compensato.

Dopo la castagnata dell’asilo, in cui ho allegramente aspirato i vapori del vin brulé,  che faccio una volta l’anno.

Dopo che ho eroicamente difeso una compagnia di cortesi pulzelle nell’attraversamento di un giardino abitato da un gallo bellicoso. Un pollo normale non coprirebbe mai di corsa la distanza di venti metri che vi separa da lui se non avesse cattive intenzioni. Il trucco è stabilire subito la dominanza partendo al contrattacco. Il pericolo è stato prima messo in fuga e poi tenuto a bada con l’emissione di energici “Pussa via!”, “Ti faccio al forno, sai? Con le patate!”, mentre la comitiva di giovani donne non-pollicoltrici si metteva in salvo. Mai, MAI voltare le spalle a un gallo territoriale: i suoi 4 neuroni lo incitano a cogliervi di sorpresa mentre siete di schiena, il becco fa male, gli speroni non ne parliamo e le remiganti stesse sono piuttosto dure e potrebbero graffiare.

Dopo che ho affrontato un altro gallo in preda all’attimo di follia. Dovevo recuperare delle uova e sono entrata nel pollaio di mia sorella: il maschio del gruppo ha cominciato a dare segni di irritazione mentre osservava le scarpe verdi da giardino di mio marito (cosa ci sarà mai di sbagliato in un paio di ciabatte di plastica ?). Si è fatto avanti due volte, alla prima sono solo riuscita a sfiorare la cresta con uno sberlone, alla seconda l’ho quasi preso con un diretto alla testa e si è vista svolazzare pigramente qualche penna del collo. Poi finalmente si è ritirato in un angolo mentre io retrocedevo fissandolo con aria truce.

Dopo che ho fatto un’uscita di Halloween vestita da Morticia insieme a mio marito. Anche lui vestito da Morticia. Abbiamo una foto che chiamerei “Le due Morticie”. Solo che io avevo la parrucca lunga e lui il carré corto, un incrocio tra Morticia e Crudelia Demon.

Dopo che ho dato l’ultima pennellata al quadro di cui sopra, pronto per la fiera di domenica prossima.

Dopo un pomeriggio passato a dare una mano per la pesca di beneficenza  del santo patrono…..

Sono pronta per l’educata tirata d’orecchi del mio maestro di piano, che fino alle 16.29 penserà che io mi sono cimentata nel solfeggio cantato. Alle 16.31 perderà le sue innocenti illusioni.

Del resto non tutte le ciambelle vengono col buco.

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