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Archivio Settembre 2012

Fate, 230×70 cm, acrilici su mdf.

30 Settembre 2012 1 commento

Mi è stato chiesto di raccontare qualcosa di magico con pennelli e colori. Ce l’ho fatta?

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Questa poi

29 Settembre 2012 4 commenti

 

E’ Uhura che fruga nel sacco del mangime per ovaiole. Sarà un gatto geneticamente modificato con pezzi di pollo. Farebbe qualsiasi cosa per le granaglie delle ovaiole. Compreso rendersi ridicola.

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Vendetta

16 Settembre 2012 1 commento

Io e la piccola siamo in soggiorno. Sto lavorando coi i ferri da maglia circolari, ho appena imparato il metodo “continentale” e non ci ho ancora fatto l’abitudine. Mi sono complicata la vita con un paio di punti nuovi, che mi piacciono moltissimo, ma non si può dire che siano semplici.

“Mamma”, interviene la bimba, piazzandomi in grembo una bottiglietta di plastica giocattolo, “Il mio bimbo non vuole bere questo. Nemmeno se lo sgrido. Nemmeno se lo sculaccio. Nemmeno se lo metto in castigo.”

La guardo stralunata. Lei attende una risposta.

“Fai qualcosa.” Aggiunge. Carico da 11, direi.

“Piccola, ” le rispondo con voce ferma, ” non ho voglia di occuparmi del tuo bimbo dopo essermi occupata per quattro anni di te. Il bimbo è tuo, fa qualcosa tu.”

“Ma mamma, devi fare qualcosa! Non mi ubbidisce!”

“Tesoro, ” sto sorridendo come la matrigna di Biancaneve, ho avuto un’illuminazione.  ” sono la nonna del tuo bimbo, io, vero?”

“Si!” mi risponde ancora ignara.

“Bene”, continuo melliflua. “Bimbo, vieni qui. Allora, non vuoi bere il succo di frutta che ti ha dato la mamma? Nooo? Va bene, pazienza, non ti preoccupare, ti darò qualcos’altro che ti piace.”

Vendetta consumata su ben 2 generazioni. Ha ha!

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Rieducational cane

10 Settembre 2012 7 commenti

Essere un predatore. Muoversi nel buio con il tuo compagno in una perfetta manovra a tenaglia. Le ombre salgono dai cespugli e la brezza della sera porta forse il nostro odore alla preda. Cerchiamo di agguantarla ma rifiuta di farsi chiudere in un angolo e ci sfugge.

Tentiamo di accerchiarla, sento l’adrenalina che sale mentre l’animale prima corre verso di me poi verso l’altro. Un grido, poi è tutto finito.

E finalmente siamo riusciti ad agguantare la gallina livornese che tenacemente si rifiuta di rifugiarsi in pollaio durante la notte. La spingiamo nel dormitorio e chiudiamo la porta commentando la capacità cranica della specie in generale e della razza in particolare.

Il marito rientra in casa giurando e spergiurando che non acquisterà mai più una Livorno in vita sua e io lo inseguo argomentando che le uova bianche mi piacciono molto.

Termine della caccia serale.

A proposito di animali: il veterinario mi ha prescritto la rieducazione del cane di Joe.

Dunque passeggiate con guinzaglio corto. Fortunatamente ormai ha un’età e non pensa più di essere un alaskan malamute. Qualche problemino col comando “piede” stamattina per poco non mi fa rovinare sull’asfalto ma sono, tutto sommato, quisquilie.

Mettere il guinzaglio quando il cane è calmo. Fatto.

Entrare sempre per prima in porte e cancelli. Bene.

Farlo stare seduto mentre si posiziona la ciotola del cibo. E lì è un po’ un balletto. Io gli ingiungo di stare seduto poi faccio per sistemare la ciotola che lui già si alza, ma io ritiro la ciotola e così via. Il veterinario mi aveva avvisata che avrei dovuto avere pazienza.

Ignorarlo quando frigna davanti casa per entrare. Sono 5 anni che frigna davanti alle finestre di casa per entrare. Sono 5 anni che lo ignoro. Provo a sfiancarlo con una passeggiata di un’ora e dieci. Frigna sempre. Però frigna meno. Sopratutto ha ben altro da fare che leccarsi le zampette fino a prodursi delle piaghe, cosa per la quale l’ho mostrato alla mia veterinaria di fiducia, contro tutti i miei principi educativi verso i maschi di famiglia, a cui il cane appartiene e di cui dovrebbero curarsi.

Di qui la questione della rieducazione. Come al solito mi sono tirata la zappa sui piedi, accidenti.

 

 

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