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Archivio Luglio 2012

Agosto

26 Luglio 2012 5 commenti

Domani finisce l’asilo estivo, auguro a tutte le maestre uno splendido periodo di riposo prima di affrontare un altro anno con i pargoli.

La piccola oggi è tornata a casa e:

- ha chiesto un gelato per merenda, l’ha avuto, con apposita scodella e cucchiaino per facilitare il consumo, l’ha fatto sciogliere pressoché tutto e lo ha dato al cane (felice, il cane…..),

- successivamente mi ha distolto da una serie di calcoli laboriosi riguardo a una certa maglietta turchese in corso d’opera (ricordo al mondo che non faccio la sarta di mestiere e molte cose per me non sono immediate) per del succo di frutta,

- 3 minuti dopo ha cominciato a rognare per le bolle di sapone, ho usato una vecchia confezione con del nuovo bagno schiuma e glie le ho consegnate,

- 2 minuti dopo è già da me, noto delle strane impronte dietro a suoi piedi, provenienti dalla porta finestra sul giardino: ha rovesciato il barattolo delle bolle, ci ha camminato sopra e poi è venuta in sala,

- 5 minuti dopo le ho chiesto perché non giocava con la splendida tenda delle principesse che ci ha fatto montare e attrezzare domenica, come se non potesse più vivere un minuto di più senza, mi ha risposto che è sporca, mi sono cadute le braccia al pensiero di dover lavare tutto quando pensavo di aver terminato le lavatrici settimanali.

Tutto questo in mezz’ora.

Sarà un bellissimo Agosto.

 

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Sopra le onde

23 Luglio 2012 Nessun commento

Valzer di Juventino Rosas.

Domenica 22 luglio. Sopra le onde io, Joe, nostra figlia di 4 anni, gli amici R. e C., la loro figlia di 1 anno, su un pedalò, nel bel mezzo del lago di Monate, un vento autunnale da castigo, rollio e beccheggio da maretta.

Sbarco delle donne e della prole sull’attracco di uno zio di C., allibito ma comprensivo e pronto con fetta di torta al cioccolato per le infanti. Camminata a piedi nudi sull’erba per raggiungere i mariti che sistemano il pedalò nella sua sede.

Sento di seguire una tradizione famigliare: 20 anni fa mia sorella in questo stesso lago fece naufragio con un pedalò sovraccarico a cui qualche genio aveva tolto il tappo.

Perché i pedalò hanno il tappo.

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Avviso ai naviganti

18 Luglio 2012 Nessun commento

Avviso ai naviganti: non pubblico commenti con link commerciali.

Però tutti gli altri, anche se appartenenti a sconosciuti, si. Più o meno qualsiasi cosa dicano.

La misura del più o meno sta nel grado di volgarità e di insulti.

Volevo scrivere un post così da un pezzo. Diciamo da quando è cominciato uno stillicidio di commenti stringatissimi, spesso contenenti solo nomi di altri siti con il link per arrivarci. Per fortuna abbiamo impostato la moderazione di tutto quello che viene postato.

Altrimenti sarebbe pubblicità. Non occulta perché è ben visibile. Però sempre pubblicità. Sul nostro blog. Che non ci prende tantissimo tempo della nostra vita, ma alla fine contiene pur sempre uno spaccato del nostro quotidiano. Farina del nostro sacco. Più del mio sacco, devo dire.

Perciò, ecco come funziona:

- ogni commento è graditissimo, purché formulato nel rispetto di chi scrive qui e di chi legge (tradotto: va bene avere un’opinione differente, va benissimo esporla ma niente parolacce o insulti);

- ottima cosa postare un commento come blogger, il blog di provenienza apparirà come link e io personalmente amo visitarli (e poi finché si tratta fare comunella con un “collega”…);

- i commenti vengono sempre visionati ed approvati prima di apparire, quindi possono passare anche 48 ore prima della pubblicazione (in genere non succede, ma è anche vero che non vivo in pianta stabile davanti alla tastiera e possono capitare dei giorni in cui proprio non riesco ad arrivare al computer);

- i commenti vengono pubblicati tali e quali a come sono stati scritti (ci sarebbe la possibilità di rivederli da parte mia ma giuro che non lo farò mai, piuttosto non pubblico).

Bene, ho riletto il vademecum del commento e mi sono resa conto con orrore che potrei dare l’impressione di darmi delle arie. Dopo tutto questo è un blog dove scrivo di famiglia, cani, gatti e polli: a livello di una mail per un’amica lontana. Il fatto è che al di là della qualità dei post qualcuno che ha bisogno di rinfrescarsi le idee circa il bon ton del cybernauta c’è. Questo è solo un promemoria, nulla di offensivo.

Ps. Cani gatti e polli. Mancano i porci. Solo che il giardino è piccolo e i vicini potrebbero non gradire.

 

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Influenza

11 Luglio 2012 2 commenti

Dopo tutto l’influenza estiva l’avevano fatta tutti in famiglia e mancavo solo io.

Dovrebbe essermi di consolazione, mentre entro ed esco da un sonnecchiare che non è riposante e alterno vampate simil menopausa a momenti di gelo siderale.

Leggiucchio narrativa leggera e bevo come un cammello acqua, succo d’arancia e the freddo.

Ma soprattutto i mie pensieri sono…. destrutturati, frammentati.

Quello dominante, tuttavia, riesce al filtrare attraverso il ciarpame psicologico portato a galla dalla febbre:

“Ma dovevo ammalarmi proprio ieri sera, dopo aver messo su 2 lavatrici da 8 Kg che ho steso per pura forza di volontà stamattina, dopo aver fatto i saldi al negozio di tessuti e aver portato a casa qualcosa come 12 metri di stoffa e averli già messi a marinare nell’acqua e aceto, dopo aver promesso il pesto a V. per mercoledì a pranzo, dopo aver organizzato l’uscita-pizza del knitting circle per mercoledì sera, e mi tocca pure fare il giro di telefonate per disdirla?”

Ma il peggio arriva attorno alle 15, mi risveglio da un pisolino vischioso con il rumore di pioggia sul tetto. Potrebbe essere quasi gradevole. Ma ho il bucato fuori. Le due lavatrici da 8 Kg, più i 12 metri di stoffa nuova. E sono a casa da sola, madre è andata a prendere la piccola all’asilo.

Un picco adrenalinico di pura rabbia mi aiuta ad alzarmi. Beccheggiando paurosamente giungo allo stendino e mentre strappo la biancheria dai fili parte una giaculatoria di imprecazioni che sembra il festival della saracca creativa.

Spingo i cesti con la stoffa in cucina, salgo in soffitta a chiudere le velux, mi schianto di nuovo sul divano.

Dopo 5 minuti la pioggia smette.

 

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Ogni favola è un gioco ?

5 Luglio 2012 4 commenti

Questo inverno mi sono inventata per nostra figlia una favola moderna. Siccome non ci sono limiti alla fantasia, le ho raccontato, a puntate, la storia di una calza che scappava dal piede puzzolente di un bambino che non faceva mai la doccia e finiva per girare il mondo.

Pensavo che la piccola me la bocciasse al primo episodio, invece ha continuato a chiedermi nuove puntate.

La calza ha viaggiato in aereo, in nave, in treno, in macchina, in sottomarino. Ha visitato l’Australia, le Americhe, la Lapponia, l’Asia.

Pensavo di far finire la storia della calza nella capanna della Befana, di fianco alla casetta di legno di Babbo Natale, un esilio dorato con uscite annuali il 6 gennaio per aiutare la vecchina a distribuire dolci. Invece mi è stato chiesto di continuare. Così, a braccio, ogni volta.

Per non ripetermi sono giunta a ipotizzare che la calza sia finita in un sottomarino e abbia sobillato una ribellione con fuga di tutte le sue colleghe, che hanno lasciato così l’intero equipaggio a piedi nudi.

Lo so, facevo prima e raccontarle 365 giorni l’anno “Cenerentola”.

Un’altra favola moderna che alla bambina piace molto è quella dei 4 imbuti volanti combina guai. Proprio gli imbuti, quelli per travasare il vino e l’olio. Di plastica, bianchi, in scala di grandezza. Che però volano. E finiscono sempre per fare qualcosa di storto: incastrarsi l’uno dentro l’altro tipo maxitamponamento, cadere dal cielo per infilarsi sul collo di un rapace, spiaccicarsi contro una ciminiera, piombare nello yogurt.

So anche che non si direbbe, dato il tipo di immaginazione, ma ho avuto un’infanzia normale. Niente traumi.

Per gli imbuti ho dei vaghi ricordi televisivi e penso non sia del tutto farina del mio sacco.

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