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Archivio Giugno 2012

Pacchi postali

28 Giugno 2012 Nessun commento

Si sa, andare in un ufficio postale è sempre un’avventura. L’ultima volta, poi ci sono stata in fascia “Imu” e mi sono sorbita in religioso silenzio più di mezz’ora di attesa in ordinata, immobile fila indiana, un terminale capriccioso, la persona dietro di me che sbraitava qualcosa sulla sua macchina in disco orario e ipotizzava i tempi degli individui davanti a lei in base alla consistenza dei fogli che la gente aveva in mano. Io, con due sospettissimi a 4 seminascosti in zona ginocchio, sono stata una delle prime ad essere interpellate in merito: “Avrà mica l’IMU anche lei eh?!”

Lunedi mattina mi ritrovo a tentare la sorte, questa volta con un pacco.

Niente fila. Tiro un sospiro di sollievo e non mi insospettisco. Invece dovrei. Ma sono troppo occupata a seguire i movimenti della piccola, che dopo la commissione dovrò lasciare all’asilo.

Pacco celere 3. Compilo il modulo, che è diverso rispetto a 2 anni fa. Mi fa un po’ specie, ma non abbastanza.

Tutto liscio come l’olio, apro il portafoglio. “13 euro e 90.” mi informa l’impiegato. Accuso il colpo. Pago.

Due anni fa la tariffa per paccocelere3 era 9,10 euro fino a 30 Kg di peso. Un anno fa era aumentata a 11,40 euro, ed io lì ero rimasta.

Sapevo che avrei speso di più rispetto a farmelo ritirare a domicilio da un corriere, ma ho scoperto dopo un po’ di prove che spesso e volentieri i corrieri cambiano giorno e orario di ritiro arbitrariamente senza avvisare il cliente. Quindi avevo deciso per le poste.

Decisione errata, il servizio è aumentato da 9.10 euro a 13.90 euro in soli due anni, alla faccia dell’inflazione. Il 52.7%, non so se rendo l’idea.

“Che giornata del piffero!” concludo tra me e me mentre porto la figlia alla materna.

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Colline sospese sul lago di Comabbio

24 Giugno 2012 5 commenti

Non tutto va storto, anche se la maggior parte delle cose sì……

Ho trovato il coraggio di esprimermi su una tela abbastanza grande (50x70cm) e penso che il risultato sia molto bello.

Ogni scarrafone è bello a mamma so’. I quadri sono un po’ anche figli.

Di questo mi piacerebbe far vedere anche la progressione del lavoro, di qui le foto “preliminari”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Karma?

21 Giugno 2012 2 commenti

Cosa mai avranno concluso i vicini, quando mi videro spennellare il pollaio con calce viva in pantaloncini corti, maglietta e occhialini da piscina? A distanza di un anno ancora me lo chiedo.

Anche perché ci sono fortissime probabilità che lo spettacolo si ripeta: è tornato l’acaro rosso dei polli. Caldo più forte umidità ha un solo risultato possibile. Nel frattempo i pantaloni che ho usato oggi per dare l’impregnante al nuovo nido stanno marinando in salsa mista di presidio medico chirurgico e artropodi defunti.

MI si è rotto il piano. Il MI sopra l’ottava centrale. Mi ma ma……accidenti!

Fino a questo momento non avevo proprio idea di quanto l’ultimo brano che sto studiando se ne vada a spasso per la tastiera. Normalmente con questi inconvenienti, per quello che suono io, basta spostarsi in giù o in su di un’ottava. Beh, per “Sogno d’amore” di Liszt non vale.

Joe ha appena aggiustato il soffione doccia, il cui guasto ha causato infiltrazioni nella camera della piccola per così tanto tempo senza che nessuno se ne accorgesse da avermi fatto ammuffire non uno ma ben due, dico due, puzzle bellissimi e grandissimi di Josephine Wall. Oddio, sul terzo ricordo ci aveva rovesciato un vaso di fiori pieno d’acqua il gatto quindi penso che, tutto sommato, si possa parlare di karma con cognizione di causa.

Il caldo ha dato il colpo finale alla scheda del cancello automatico e tocca aprire a mano tra le tangibili maledizioni degli automobilisti che passano in zona.

Eh ma che karma!!!!!!!!

 

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Biologia imbarazzante

10 Giugno 2012 Nessun commento

Avere degli animali significa avere delle responsabilità.

Per esempio, che dire alle figlie dei vicini di casa quando ti chiedono: “Ma perché il tuo gallo salta sopra alle galline?”. Oppure, cocciute: “Ma perché senza gallo non puoi avere dei pulcini?”.

Per fortuna il cane, almeno, non ha mai azzannato il postino, sicché la mia unica responsabilità attuale è escogitare qualche risposta vaghissima su fenomeni naturali che non so se siano stati spiegati e come a bambini non miei.

A scanso di equivoci ho sterilizzato tutti i gatti.

La mia, di figlia, sa qual’è la differenza tra un maschio e una femmina della nostra specie, sa dove crescono i bambini e da dove escono ma non ha ancora fatto i necessari collegamenti per arrivare al quesito più arduo.

Essere genitori delle volte non è divertente. Mi immagino già torme di psicologi che mi insultano qualsiasi sarà la soluzione che escogiterò al dunque.

 

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voce del verbo sgattaiolare

3 Giugno 2012 4 commenti

Pace. Sono le sei e venti del mattino, ho sentito il botto di qualcosa di medie dimensioni che cade in sala. La sveglia era comunque alle sei e trenta. Mi alzo e vado a controllare cos’ha combinato il gatto.

La mia foto con la piccola a Siena è sul pavimento, con il vetro fortunosamente integro. Il gatto, o meglio, la gatta è su una sedia e riesce persino ad avere uno sguardo stupito/assonnato.

Si sveglia anche la bimba, eccitata dalla prospettiva della sua prima gita della scuola materna, Joe segue a ruota ed inizia una della giornate più faticose degli ultimi 6 mesi.

La notte successiva, ore 3. Qualcosa di grosso è andato in frantumi, non ci vuole un esperto fonico per distinguere lo spiacevole tintinnio del vetro. Ci alziamo tutti e due come pupazzi a molla. Stavolta è toccato a un vaso, che conteneva anche le palline che rilasciano acqua alle piante.

“Allontana la gatta, questa roba è tossica se la mangia.”, riesco ad articolare. E’ già tanto, e chi mi ha visto appena sveglia lo sa. Chiudiamo Uhura nella zona notte, il marito recupera scopa e paletta.

Ed è là, davanti ai fragili pezzi di uno dei miei vasi più belli, che ci arrendiamo all’ineluttabile: Uhura non è un gatto d’appartamento. O la lasciamo uscire o distruggerà uno per uno e notte per notte tutti i pezzi più belli dei nostri soprammobili e, come dimostra questo caso particolare, volume e peso non sono un problema.

D’altronde si dice che più sono grossi e più fanno rumore quando cadono.

Il giorno dopo viene munita di collare e lasciata uscire dalle finestre aperte per l’estate sul giardino.

Ha l’andatura furtiva, ecco, sgattaiola ribassata sulle zampette annusando l’aria e le piante. La sua prudenza non è comunque premiata perché uno dei suoi primi incontri sfortunatamente è Deanna, che le rifila un paio di ceffoni a freddo e una decisa soffiata.

Tempo 2 minuti e Uhura è in casa con lo sguardo stranito da principessa che ha dovuto affrontare ben altre prove di uno stupido legume sotto a un materasso.

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