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Archivio Marzo 2012

L’importanza della conoscenza

25 Marzo 2012 1 commento

Sto chiamando con il mio cellulare L., ho dei minuti da consumare per terminare una promozione e mi farebbe piacere parlarle, dato che abitiamo lontane ed è un po’ che non le scrivo una delle mie mail fiume. Ho appena composto il numero quando un paio di disperati latrati attirano la mia attenzione: là fuori, il cane sta letteralmente volando attraverso il giardino con due galline (le due ovaiole leggere rosse di un anno, Regina e Milady) che lo inseguono ferocemente, gonfie e schiamazzanti.

La voce di L. mi distoglie dalla visione onirica. Forse dovrei salvare Leo. Poi penso alle cacche, che, nei giorni di pioggia, abbandona in bella vista in veranda (vorrai mica andare nel prato a bagnarti le zampette per una stupida necessità fisiologica, vero?) e concludo che un po’ di esercizio forzato con le due arpie alle calcagna non gli farà male, ultimamente è un po’ troppo sedentario. Continuo con la mia telefonata mentre il trio scompare rumorosamente dietro al gruppo lavande-ginestre.

Quello che il cane non sa è che il pollo domestico deriva dalla specie selvatica tuttora esistente Gallus bankiva, comparsa approssimativamente nell’8000 A.C. nel SE asiatico, migrata in Cina nel 6000 AC e successivamente commercializzata dal Giappone alle steppe russe, acquisita dai Persiani e diffusa nel Medio Oriente e nell’intero Bacino Mediterraneo esclusivamente per il suo carattere feroce e l’attitudine dei maschi primariamente al combattimento e secondariamente al canto.

Prima di Greci e Romani a nessuno era venuto in mente di allevarlo per mangiarlo. Nella Bretagna in cui arrivò Giulio Cesare il pollo da combattimento c’era già e, tuttalpiù, se ne consumavano le uova. Ma occasionalmente. Il mestiere del maschio della specie, tutto sommato, era quello di gladiatore anche lì.

Alcune razze sono state selezionate nel tempo per esasperarne i caratteri da lottatori, sia fisici che comportamentali.

Se qualcuno pensa che per la femmina della specie, in quanto tale, le cose possano essere diverse si sbaglia di grosso.

Da lunedì scorso lo sa anche il nostro cane.

Le informazioni contenute in questo post sono tratte da “Pianeta pollo” di Hattie Ellis, uno splendido libro che parla di tutto ciò che NON vorreste sapere sulla vita di questo animale. Scherzo. In realtà ci sono informazioni interessanti sulla biologia del pollo e sulla sua storia, oltre a quelle inquietanti sugli attuali sistemi di allevamento industriale.

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Post scriptum

21 Marzo 2012 4 commenti

Avviso: per capire questo post leggere il precedente.

Se avessi voluto coprire di insulti qualcuno della municipalizzata dell’acqua, non avrei dovuto fare altro che evitare di fare l’autolettura e aspettare l’appuntamento con un operatore che hanno avuto il coraggio di impormi senza consultarmi  (per intenderci, nella stessa comunicazione in cui si affermava che il contatore non era raggiungibile).

Combinazione quello stesso giorno il marito mi ha invitata a seguirlo in una fiera di materiale elettrico. Ed io ci tengo molto ad andare. E’ molto interessante.

Il fatto che mi abbia accennato allo spettacolo di burlesque che gli organizzatori hanno pensato per intrattenere i seri artigiani tra un cavo e un lampadario non ha fatto che rafforzare la mia volontà di presenziare all’evento.

Vorrei proprio conoscerli, questi organizzatori. Anzi, mi piacerebbe mettere insieme una delegazione di elettriciste etero, elettricisti gay e di mogli di elettricisti per complimentarci personalmente con quello che ha avuto l’ideona.

D’altronde, da quello che ho potuto vedere nella fiera precedente, le “veline” ci sono già, lo spogliarello non è poi così fuori posto…..

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Maledetta primavera

20 Marzo 2012 6 commenti

In settimana ho incautamente aperto la busta della fattura del metano dell’ultimo periodo. Lo so che è impossibile non aprire le buste delle fatture del gas e contemporaneamente continuare a scaldarsi e cucinare: “incautamente” perché, soprappensiero per l’ultima sparata di quelli dell’acqua, che racconterò in questo stesso post, ho estratto la fattura senza adeguata preparazione psicologica e senza gli appositi esercizi di respirazione. Sicché ho dovuto aggrapparmi al muro dell’ingresso quando ho visto la cifra.

Ma, si sa, è inverno, ho della prole e c’è poco da fare.

Ho subito un ulteriore svarione quando ho esaminato un capitoletto in fondo al foglio numero 2 intitolato “Adeguamento del deposito cauzionale”, in cui si mostrano gli aumenti del deposito cauzionale regolati sulle varie fasce di consumo annuale. Per la mia fascia di consumo annuale si parla di un aumento del 195%, ma sono già fortunata, perché la fascia successiva ha subito un aumento del 389%. L’unico modo di evitare l’ulteriore prelievo in bolletta per colmare le distanze con la vecchia cauzione è acconsentire all’addebito della fattura su conto corrente.

Per quanto l’idea non ci sorrida, l’abbiamo fatto, facendocene una ragione. O meglio, l’ho fatto io con due passaggi successivi in posta. Perché il mio fornitore del gas diceva che bastava portare in posta o in banca un certo cedolino prestampato, in realtà il cedolino aiuta ma è necessaria anche l’ultima bolletta pagata.

Non mi sono invece fatta una ragione dell’ultima uscita di quelli dell’acqua. Sempre in settimana mi arriva una loro comunicazione in cui mi si accusa di impedire l’accesso al contatore dell’acqua agli operatori, tutto questo dopo anni che le letture venivano fatte senza alcun problema.  No, non ho il contatore alla toilette. No, nemmeno sotto alla cuccia del cane. Non bisogna neanche strisciare sotto al filo spinato col passo del leopardo.

Il contatore è sulla strada, di fianco al mio cancello: solo che è sotto a un tombino di ghisa. Tombino che l’ultimo operatore che ho visto (aveva suonato perché non lo trovava) si è rifiutato di sollevare, lasciandomi assolutamente perplessa, a farmi domande stupide sulle condizioni di lavoro dei camalli nei porti di mezzo mondo, piuttosto che dei minatori, piuttosto che degli operai di fonderia. “Insomma”, pensavo tra me e me ma non esternando – per quanto si rifiutasse di aprire il tombino per questioni di salute l’operatore era decisamente più alto e più grosso di me – “hai fatto domanda per lavorare come operatore per l’azienda di servizi municipali? Cosa ti aspettavi? Preferivi la raccolta del secco alle cinque del mattino di giovedì? E allora, gli scaricatori di porto, i minatori, gli operai cosa devono dire?”.

Sarà la primavera: i vertici della municipalizzata e di quelli del gas risentono dell’aria frizzante e reagiscono con le più disparate alzate d’ingegno.

O, forse, nel caso della municipalizzata dell’acqua, gli è andata di traverso la trasformazione in società per azioni? Non sarà che è arrivato il solito super manager dei miei stivali che ha deciso di ridurre i servizi per risparmiare, mandando in giro degli incompetenti e facendo sparire il personale preparato, cercando di far fare il lavoro ai consumatori (autolettura),  e percepire così uno stipendio bastevole per pagare almeno 5 persone del personale “normale”?

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Festa delle camelie a Somma Lombardo

18 Marzo 2012 Nessun commento

Che fare il prossimo week end? A Somma Lombardo, sabato 24 dalle 14.30 alle 18, domenica 25 dalle 9.30 alle 18.00 una magnifica festa floreale, mostra e convegno, vendita benefica di camelie nella magnifica cornice del Castello Visconti di S. Vito (possibili anche visite guidate).

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Casalinga con galline

7 Marzo 2012 8 commenti

Ieri sera, a tavola, la piccola chiede che lavoro fa il papà. Elettricista. Segue breve spiegazione comprensibile all’infante.

L’implacabile bambina chiede, dopo breve riflessione, cosa fa la mamma. Papà risponde serenamente. Casalinga.

Mamma si inalbera. Perché tu dici casalinga e la gente ha in mente uno stereotipo. No, dice mamma irritata, mamma fa…. il biolgo, mamma fa il biologo, ecco. Che poi non c’è nessuno che la paghi, questo è un particolare decisamente trascurabile, sicuramente per una bambina di 4 anni. Non voglio che tra gli estranei che pensano che passi i miei pomeriggi davanti allo schermo in compagnia di Maria De Filippi ci sia anche mia figlia. E’ sbagliato? Non riesco a crederlo.

Ufficialmente mamma fa la casalinga.

Poi fa il pittore. Mamma sta pensando a una serie di opere raffiguranti animali domestici, tra cui i polli. Insomma, anche Hokusai ha disegnato polli. Chi sono io per dire che il MAESTRO ha sbagliato? Per suggerire che i polli sono animali che non meritano, non raffigurandoli? Sicuramente quelli di Hokusai risulteranno sempre i più belli, però l’imitazione di un maestro è fondamentale per un artista.

Mamma fa il biologo e sta studiando… le galline. Studia le galline perché vuole allevare al meglio le quattro pollastre che forniscono uova alla nostra famiglia come anche ad almeno 3 altre famiglie di amici e parenti: uova senza antibiotici e da animali allevati a terra e all’aperto. Piccolo inciso sulle galline: loro pensano che la mamma sia un gallo, e la mamma è al vertice dell’ordine di beccata del nostro pollaio. E poi dicono che le donne non ricoprono ruoli dirigenziali!

Mamma fa la segretaria di papà. Quando papà vuole mollarle un po’ di lavoro di ufficio: lui stesso ha confessato che adora le scartoffie. La mamma pensa che se avesse fatto l’ITIS, al posto di quel liceo scientifico dei suoi adorati stivali (quelli neri tacco 7), preferirebbe di gran lunga andare in cantiere e proporrebbe a papà un cambio.

Mamma si confeziona il vestiario, alla faccia della delocalizzazione delle aziende. Spero che almeno una parte dei tessuti che cucio e dei filati che uso siano di provenienza nazionale…..

Mamma ha messo su uno knitting circle in cui insegna ad altre persone come confezionarsi vestiario con i ferri.

Mamma, quando la figlia sta bene, va a fare volontariato come bibliotecaria e conosce le categorie decimali del Dewey.

Mamma studia pianoforte e lo suona, male, ma lo suona.

Occuparsi della casa, con tutto questo circo massimo che ho messo in piedi, è equiparabile al rumore di fondo dell’universo. Una roba che è lì, sai che c’è, ma oscilli tra chissenefrega, il chebarba (che non è il kebab), il tohva. Nella fattispecie chi se ne frega, se ne parla il venerdì con le pulizie generali; ah che barba c’è quella montagna di verdura da lavare e bollire per cena; toh, va, com’è venuto bene il bagno col coso del vapore…..o anche, toh, va, il polpo con le patate era buono.

Ps.  Ho scritto cose più serie, lo ammetto. Visto, però, che la situazione non è cambiata di molto, da che le ho scritte, non mi andava di farmi partire l’embolo per i soliti motivi. Cioè che i posti di lavoro sono giungle o riserve di caccia a seconda dei punti di vista (di genere), che i media lavorano con uno stereotipo di donna che è deludente ma piace perché parla direttamente agli istinti primordiali umani (che poi, in teoria, dovrebbero essere dominati dalla testa non se ne ricorda quasi mai nessuno), che lo stalking esiste come anche esiste la violenza domestica ed entrambi sono più diffusi di quanto non si pensi.

 

 

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