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Archivio Settembre 2011

Mistero misterioso

27 Settembre 2011 1 commento

Questo fine settimana ci ha portato un’influenza collettiva, una gallina e un gattino nuovo nuovo.
Un’occhiata sotto la coda ci ha permesso di stabilire che il gatto è femmina, per lei è stato scelto il nome di Uhura, seguendo la tradizione Star Trek dei nomi felini ascrivibile a questa casa.
La piccola non è ancora del tutto autosufficiente, ma è già irresistibile e quindi ha fatto passare in secondo piano l’arrivo di Gelsomina, gallina ovaiola leggera, che attualmente sta schivando i colpi di becco delle più anziane. Non molti lo sanno, ma i polli hanno una gerarchia piuttosto rigida.
Nel frattempo…..la tribù dei nasi colanti, mal di testa cronico, figlia a casa dall’asilo, minestrone di pensieri sconnessi che sciaguatta nella scatola cranica. Confusione mentale. E di qui il mistero: ma come avrò fatto a suonare decentemente Chopin ieri pomeriggio? E non me lo sono sognato: sono effettivamente andata a lezione di piano e i maestri mi hanno detto che il pezzo era bello (compatibilmente con la mia abilità).
Prendere nota: per suonare bene spegnere il cervello? Non mi torna.

Multifregatura

20 Settembre 2011 2 commenti

Arieccolo. Il multitasking. L’ultima delle piaghe femminili.
Cioè la capacità di svolgere più compiti contemporaneamente. A dire della giornalista del tiggì di ieri sera, e senza farsi mancare una puntina di orgoglio di genere, dovrei dire, specialità della donna.
Cioè ci sarebbe pure da essere orgogliose, del resto, come tutte le fregature, ce l’hanno impacchettato benissimo, con tanto di brillantini e coccarda. In effetti sembra favoloso. Solo che è terribilmente stancante, questo si dimenticano spesso e volentieri di chiarirlo. Ci si deve concedere un po’ di riposo, altrimenti si va molto orgogliosamente, e col sorriso sulle labbra, a schiantarsi contro il muro di una crisi di nervi. O peggio.
Secondo me gli uomini sono “multitasking” quanto noi. Solo che sono più furbi e il multitasking lo nascondono per tirarlo fuori solo nelle, rare, grandi occasioni, evitando di logorarsi con le pocaggini della vita quotidiana. Tanto ci siamo noi, che siamo fiere di fare 4 cose per volta…..non godendocene nessuna, in verità, ma questo è solo un particolare.
Si, sono irritabile. Si, ho ereditato il tremendo carattere di mio nonno e a lui, che era un uomo, forse “stava” meglio: nessuno si aspettava che fosse accomodante.
E sì, il prossimo o, più verosimilmente, la prossima che mi accenna al multitasking riceverà una multisorpresa multispiacevole. Ma non la posso descrivere, questo è un blog affidabile e senza parolacce.

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Giornata milanese

17 Settembre 2011 Nessun commento

Trovarsi su un binario FS diretto a Porta Garibaldi, uno dove la biglietteria è chiusa da tempo e rimane solo il cartello degli orari e un altoparlante, e sentire che il treno che dovevi prendere è stato soppresso può essere una scocciatura.
Osservo gli altri e vedo che sbuffano appena. Cinque secondi dopo ti annunciano che lo stesso treno viaggia con 15 minuti di ritardo. Dunque il treno c’è. Faccio 2 conti e concludo che, tra una cosa e un’altra, ho perso il vantaggio che avevo sul treno di Arancioeblu, che viene a Milano per il nostro ritrovo annuale.
Dopo 20 minuti sono sul treno verso Milano: trovo un posto tra 3 ragazze che smanettano col telefonino, una sta dicendo che il capolinea è Milano Centrale ed io penso che comunque vada sarà un successo. Mi immergo nella biografia romanzata di Anita Garibaldi (Ho attraversato il mare a piedi. L’amore vero di Anita Garibaldi. Loredana Frescura, Marco Tomatis – come emozionarsi con la Storia).
Stiamo entrando in stazione ma alla fine non so se sarà Centrale o Garibaldi, guardo fuori ma non si vedono cartelli esplicativi.
Scendo sul binario con l’idea di stabilire dove sono in base alla morfologia dell’atrio. Centrale. bene, cerco un treno che arrivi da B. Niente. Chiamo Arancio e ci troviamo là, sul binario 22.
Arancio ritrova un caro amico in metropolitana dopo averlo perso di vista da 6 anni, meglio di una puntata di “Carramba che sorpresa”.
Com’è passare una giornata con un’amica che non vedi da un anno? Ti si secca la gola a forza di parlare, spiegare, raccontare come vivi, che fai, che pensi. Macini chilometri a piedi per vedere tre mostre: mostra fotografica sull’Undici Settembre a Palazzo Reale, “Donna è sport” al Museo del Risorgimento (Incredibile, io che non ho mai gareggiato in niente e non tifo nemmeno una squadra di calcio!), “Da Kandinskij a Wharol” al Castello Sforzesco.
Commenti, ricordi anche altrui – Mia nonna, durante la guerra….- La mia invece…… (memorie al femminile) – pezzi di vita, pezzi di rastrelliera, pezzi di arredamento che cambiano di mano (Ti ho portato il mio gatto porta-chiavi di fil di ferro, il marito voleva buttarlo, invece è carino – Bello, ma dai….).
L’argomento fatale: cosa possiamo fare noi poveri biologi per reinventarci in questo mondo precario?
Poi via, sulla linea verde del metro, che ci scaricherà in due stazioni diverse.
Abbraccio Arancio in metropolitana e inizio il mio rientro.

Da una mia mail successiva:
“com’è amdato il tuo rientro? Io per fortuna non ho avuto sorprese. Chessò… il treno che non fa fermate fino a Domodossola…. l’invasione degli ultracorpi nelle toilette…..io che salgo sul treno sbagliato… io che parto dalla stazione sbagliata…. e così via.”

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Paradiso e Terraferma

10 Settembre 2011 1 commento

Vi è mai capitato di svegliarvi nel pieno della notte e di avere avuto come un’illuminazione su diverse cose? No!
A me capita spesso ultimamente,forse per colpa dei pensieri che mi frullano nella mente durante l’arco della giornata a cui non so dare risposte concrete perché devo pensare a diverse cose contemporaneamente.
La notte invece la trovo molto più adatta alla riflessione ed all’analisi dei singoli problemi che la vita quotidiana ci pone.
Vi pregherei di leggere attentamente tutto quello che scriverò di seguito e di concentrarvi sui vari concetti che andrò ad analizzare,tralasciando gli eventuali errori di grammatica ecc… .
Immaginate di vivere in un mondo dove la criminalità è al minimo storico,quasi inesistente,dove la povertà non esiste quasi per niente,dove vige la regola del baratto,dove chi prende le decisioni importanti non siano dei deputati e/o senatori ma gente comune che a rotazione decide sul da farsi a secondo delle proprie specializzazioni,immaginate uno sport pulito,senza imbrogli,con il solo agonismo che lo fa da padrone e la voglia di divertirsi e divertire viene trasmessa a coloro i quali non hanno il tempo o la possibilità di farlo.
Immaginate un mondo dove col sole o con la pioggia,la gente ha sempre il sorriso sul viso,dove ci sono pochissimi malati e pochissime malattie da curare,dove la persona della porta accanto è gente come te a cui non devi invidiare o non rimproverare nulla.
Immaginate un mondo più pulito,più ecologico,più sano,dove flora e fauna creano un ambiente ideale dove poter vivere in perfetta armonia.
Avete immaginato tutto questo? Cosa vi viene in mente? A me personalmente viene in mente la parole “Eden” o se preferite “Paradiso” e la cosa contrasta un poco con gli insegnamenti religiosi cristiani i quali ci invitano a vivere in modo esemplare per conquistarci il Paradiso nella nostra vita futura che attende tutti quanti noi.
Ma perché non lo creiamo qui e adesso il nostro bel Paradiso e ce lo godiamo per tutta la nostra permanenza terrena? Perché ogni singola persona di questo mondo non riflette due minuti su questo singolo ed elementare concetto? Molti penseranno che sono un sognatore o un visionario ma spesso grazie ai sogni ed alle visioni di persone importanti,sono state cambiate le sorti del mondo.
Non basta “indignarsi” montando una serie di tende in una piazza importante del mondo,non serve fare guerre che portano morte e distruzione,serve creare una coscienza globale totalmente nuova,dove vige la “legge del rispetto”.
Rispetto per la Terra, fonte di vita e di accoglienza;rispetto per i popoli,le loro culture i loro costumi;rispetto per una sola religione, quella del buon senso ,del benessere e dell’armonia; rispetto per l’Uomo, per i Bambini e per la Donna vera “Creatrice della vita su questa Terra”; rispetto per il bene comune, per tutte le cose materiali che ci servono quotidianamente .
La maggior parte di voi starà pensando che questa è utopia allo stato puro, io vi voglio ricordare il detto “ Volere è Potere”. Se una cosa la si vuole intensamente,si riesce a farla o ad ottenerla!
Quel che conta è sapere quanti di noi attualmente vorrebbero attuarla nell’immediato?
Quanti sono disposti a rinunciare al proprio SUV e scambiarlo con una utilitaria che inquini la metà se non un terzo? Quanti sono disposti a vivere in una casa a misura della propria famiglia e non in una reggia con tanto di prato inglese, piscina, parco secolare privato, campo da golf e così via ad uso strettamente personale o per pochi intimi?
Quanti sono disposti a rinunciare alle vacanze fatte di corsa con l’aiuto di mezzi come l’aereo che inquina quanto un migliaio di auto?
Quanti sono disposti a rinunciare ad immagazzinare ricchezze e fortune varie a spese del prossimo?
Quanti sono disposti a cambiare il proprio modo di vita per trovare la serenità,il benessere vitale ed abbandonare lo stress completamente?
Se tutte queste persone e molte altre come loro riescono a mettersi davanti un foglio di carta bianco, piegarlo sulla lunghezza in due parti uguali e scrivere in cima alle due colonne formate le parole “PRO” da una parte e “CONTRO” dall’altra e per qualsiasi argomento trattato,analizzino le varie cose positive e negative che ne derivano,troveranno da soli la soluzione migliore.
E’ un metodo antichissimo,funziona sempre e non costa nulla.
Ora concludo con un desiderio personale,visto che siamo nell’era di internet e dei social network,vorrei che per una volta fosse questa lettera aperta a tutti a fare il giro del mondo chiedendo a chi ne è capace,di tradurla in tutte le lingue, affinché tutti quanti riflettiamo su questi argomenti molto importanti per il nostro bene, la nostra vita ed il nostro futuro.
Carmelo Dimaggio

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La sfida sia con me….

4 Settembre 2011 Nessun commento

Ieri è iniziato il girovagare del mio gazebo intinerante per mercatini di artigianato hobbystico.
Il posto, o la “location”, come attualmente si inglesizza, era una meraviglia: si chiama Tornavento, è una piccola frazione di Lonate Pozzolo a ovest dell’aeroporto di Malpensa con ampia vista sulla valle del Ticino.
Sto diventando persino brava nella lotta per innalzare il mio gazebo montabile. L’unico neo del pomeriggio (fino a quel momento) un caldo-umido innaturale mentre lo assemblavo, quel tipo di caldo che precede…
“Noo”, penso sconsolata, “Vuoi vedere che più tardi arriva il temporale?”.
Infatti.
Però prima ho: ammirato il paesaggio dalla piazza, abbracciato la clown, ascoltato le prove del coro in chiesa, percepito l’inizio di una fuga di Bach che l’organista ha voluto regalarci, assemblato due paia di orecchini in rame riciclato dai cavi vecchi che il marito riporta a volte dalle ristrutturazioni.
Poi, il diluvio.
Mentre ritiravo le mie creazioni (e infinitesimali buchi nella trama del gazebo si palesavano con gocce in zone ritenute precedentemente sicure e quindi occupate dai cartoni telati) pensavo, con impotente ed inutile rabbia, alla fatica di un mese per la preparazione degli articoli più richiesti. Ovvero i meno costosi.
Segnalibri preparati infilando mezz’ore qua e là tra corredini di asilo e libri da classificare e archiviare (probabilissima inaugurazione della biblioteca il primo ottobre) e capricci infantili. Sacchettini dell’ultimo minuto. I dipinti più piccoli in mattinate deliranti.
Per non parlare della nuova infornata di blgliettini da visita, che compongo, stampo e taglio io stessa. E poi i piccoli volantini per promuovere la pagina facebook da infilare nel sacchetto di chi acquista un dipinto, dal segnalibro alla lince grande (vane speranze).
E poi… trasfigurata dalla volontà di non piegarsi ai colpi della fortuna, la frase chiave, il motto che dovrà accompagnare le uscite del mio gazebo hobbystico:
La sfida sia con me. Sfida. Proprio sfida.
Al tempo atmosferico.
Al tempo materiale.
Ai problemi organizzativi, anche altrui.
Prossima tappa “Funghi e zucche”, Cuirone di Vergiate, 2 ottobre 2011.

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