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Archivio Giugno 2011

Buona notte

27 Giugno 2011 4 commenti

Buona notte Aida….buona notte Desdemona….. buona notte Regina…….buona notte Milady……buona notte Matilde.
Sono proprio galline. Abbiamo spostato il pollaio e loro hanno perso la bussola: sono già 3 notti che le recuperiamo sulle fascine della legna invernale e le infiliamo nel dormitorio semiaddormentate.
E’ anche un’occasione per toccare le nuovissime livornesi, bianche e diffidenti, che si arrampicano sempre sul punto più alto.
Però niente ninna nanna, intesi?

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Vendetta!

22 Giugno 2011 5 commenti

Deanna è confinata in giardino perché è una gatta che fa pipì. Lascia il marchio, in tutto e per tutto come un gatto maschio adulto, ogni qual volta si irrita. E si irrita frequentemente. Prima di piegarmi e chiuderla fuori ho pazientato innumerevoli volte: una quindicina circa il suo uso della libreria, almeno 2 volte perché per lei la poltrona di vimini della nonna che mia cognata ha magistralmente foderato di cuscini arancione è terribilmente simile a una cassettina, innumerevoli volte per la demarcazione odorosa delle pareti di casa.
In considerazione di tutto questo, quando nostra figlia, che stiamo “spatellando”, mi ha confessato di aver fatto la pipì sul trapuntino dei gatti sulla sdraio in veranda mi veniva quasi da ridere.
Se qualcuno è nella stessa situazione con qualche felino non si disperi! Una cara amica, molto tempo dopo la cacciata della fedifraga, mi ha detto di aver risolto lo stesso problema di un suo gatto farmacologicamente. Ora Deanna è abituata a stare fuori, quindi, in un certo senso, per me è una scoperta tardiva. Però esorto quelli che la stanno sperimentando or ora a rivolgersi a un buon veterinario.

Euforia

17 Giugno 2011 1 commento

Ok, è estate e la vita è bella, hanno vinto i “sì” ai referendum e non ci costruiranno centrali nucleari sotto al sedere, tanto per dirne una.
Però….ragazzi, il codice stradale rimane uguale: non si passa col rosso, non si tagliano gli stop e le curve, prima di sorpassare anche solo un ciclista si guarda se dal senso opposto sta arrivando qualcuno.
In questi giorni mi sembra di fare un percorso di guerra: per fortuna mi sposto solo di pochi chilometri! Tutti sembrano contagiati da una sorta di euforica distrazione.
Va bene fino al momento in cui devi fermarti sul tuo senso di marcia per far rientrare il genio in sorpasso sulla corsia opposta. In quella situazione ti rammarichi di avere di fianco solo un muro e nessuna salvifica via secondaria da imboccare per evitare il frontale. Suvvia, son cose che ti rovinano la giornata!

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Odissea

9 Giugno 2011 1 commento

Sono alla scuola del grande, dove sto aiutando a recuperare la biblioteca. Il bucato invece è a casa, in giardino, steso, inerme, sullo stendino. Sta piovendo. In anticipo rispetto alle previsioni del tempo per il pomeriggio. E io devo inventarmi un metodo per fare il backup degli archivi del nostro programma di gestione delle pubblicazioni, anche alla luce del fatto che i prestiti sono iniziati e che nel malaugurato caso che qualcosa vada storto lì dentro ci sono 4 mesi di lavoro e 2100 libri salvati.
Ritorno per contemplare la biancheria che è più zuppa di quando l’ho stesa.
Due giorni dopo parte dello stesso bucato, nonostante la permanenza in caldaia, è ancora umido. Sfrutto i pochi spazi vuoti per la lavatrice dei delicati colorati 30 gradi. Scappo di nuovo in biblioteca.
Sono le 12 e c’è il sole. Io sono relegata a scuola.
Torno e verso le 14 stendo il bucato fuori in giardino, dato che altrimenti non asciuga.
Alle 15 corro fuori perché sta arrivando il temporale e scendono grosse gocce di avvertimento. Il malefico bucato torna in caldaia.
Alle 17 la perturbazione è passata. Alle 17.30 c’è il sole. Io stendo ancora la biacheria in giardino.
Alle 19.30 la temperatura è scesa troppo e il sole è dietro la casa dei vicini.
Riprendo il bucato e lo riporto in caldaia.
Dove sicuramente non asciugherà.
Sviluppo una forma di odio viscerale verso l’accappaotio blu. Quello panna è appena uscito dalla rosa dei capi che più detesto, dato che, finalmente, dopo 4 giorni che mi balla in giro, è riuscito ad asciugarsi anche sotto le maniche e all’attaccatura del collo.
No. Non acquisterò un’asciugatrice. Non mi piegherò! Nessun altro elettrodomestico che consuma troppo e rischia di far saltare il contatore per il superamento della potenza consentita dal contratto entrerà in questa casa.
Però resto di pessimo umore.

Ritorno al….futuro

5 Giugno 2011 4 commenti

“Radiazioni ad alta energia producono ioni per collisione con gli atomi, rilasciando elettroni, che, a loro volta, per collisione con altri atomi, rilasciano un maggior numero di elettroni, e così via. Quindi, lungo la traccia di un raggio ad alta energia si forma una serie di ioni che possono dare inizio a reazioni chimiche, che includono anche le mutazioni. Sia le mutazioni geniche, sia la rottura dei cromosomi possono essere indotte dalle radiazioni ionizzanti.” Tratto da “Genetica” Autore Peter j. Russell Editore EdiSES, S.r.L. – Napoli.

“Le radiazioni ionizzanti potrebbero essere prodotte con vari meccanismi. I più comuni sono: decadimento radioattivo, fissione nucleare, fusione nucleare, emissione da corpi estremamente caldi (radiazione di corpo nero) o da cariche accelerate (bremsstrahlung, o radiazione di sincrotrone).” Wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Radiazioni_ionizzanti

Il tempo di dimezzamento è l’intervallo di tempo richiesto perché il numero di nuclei radioattivi presenti in un campione diminuisca della metà del valore iniziale.

“….Questa serie di disintegrazioni radioattive continua fino a quando si forma un isotopo stabile (non radioattivo) di un elemento. Una tale serie di reazioni nucleari si chiama serie di decadimento radioattivo. Per esempio, l’uranio 238 decade in una serie di 14 reazioni nucleari che alla fine portano all’isotopo stabile piombo 206. …. Per alcuni isotopi radioattivi i tempi di dimezzamento sono lunghissimi mentre per altri sono brevissimi. Per esempio il tempo di dimezzamento dell’uranio-238 è di 4,5 x 10 elevato alla nona potenza anni (4,5 miliardi di anni))…….” Tratto da “Chimica” Autori Gillespie, Humpreys, Baird, Robinson, Società Editrice Scientifica.

Non sono un fisico, però ho voluto buttare un occhio sui libri del mio vecchio corso di laurea e alla rete (tanto per rinfrescarmi conoscenze che già mi erano state trasmesse) affinché non si concluda che le mie opinoni sull’energia nucleare sono dettate dall’onda emotiva creata dal disastro giapponese adesso e da quello di Chernobil negli anni ’80.
Ho riportato quello che ho trovato qui sopra e ne traggo alcune conclusioni: le radiazioni dovute al decadimento del materiale radiottivo (un fenomeno che può avere la durata di millenni) comportano danni al DNA, ai singoli geni, agli interi cromosomi (da cui dipende la vita e la discendenza di tutti i viventi, non solo dell’essere umano). Per comprendere le conseguenze macroscopiche di questo basta guardare uno qualsiasi dei servizi giornalistici sul Giappone o su Chernobil proposti in questi mesi dai media.

La domanda che mi pongo è: anche considerando i vari ecoscandali italiani (indice della cura che abbiamo per la nostra salute e la nostra incolumità) sarei soddisfatta della costruzione di una centrale nucleare a poca distanza da casa mia? La risposta è ovviamente no; e come non la voglio sotto casa mia, non ho nessunissimo desiderio che venga costruita sotto casa di qualcun altro.

A questo punto, di solito, il nuclearista di turno mi fa notare che ce ne ho comunque qualcuna a circa 150 km di distanza (credo Svizzera). Io in genere faccio spallucce e dico “150 km non è 20 Km, penso che la diffusione delle radiazioni sia legata anche alla distanza…. poi è anche vero che entreranno in gioco fattori come il vento e le correnti in quota però almeno non ce l’ho proprio proprio sotto al sedere”.

E la questione scorie? Che ce ne facciamo? Dove le sistemiamo? Tra l’alto rischio sismico di questo paese, schiacciato la placca Africana e quella Europea, e la tendenza al materiale scadente della nostra edilizia non è problema da niente. Visti i tempi di dimezzamento del materiale radioattivo, potrebbe essere pensato come un problema pressoché eterno.

Non voglio chiudere gli occhi sulla nostra fame di energia dicendo che non va bene niente, voglio solo dire che l’evoluzione ci ha fatto sviluppare un cervello. Usiamolo. Non è che se non facciamo le centrali nucleari finiamo a lavare i panni al fiume dopodomani. Non siamo nemmeno arrivati a fare tutte le domeniche a piedi e le targhe alterne che si sono fatte negli anni ’70 per la penuria di petrolio. Sarebbe meglio che trovassimo (un po’ velocemente, questo è vero), sempre con il nostro creativissimo cervello, un’alternativa al petrolio (che sta mandando a ramengo gli equilibri atmosferici, oltre che cominciando a scarseggiare) e all’uranio (che ha questo antipaticissimo tempo di dimezzamento che non è nemmeno confrontabile a una delle nostre effimere esistenze).

Ah, già. In Italia la ricerca scientifica e l’istruzione non sono precisamente in cima alle priorità pubbliche.