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Archivio Marzo 2011

…e se domani non ci fosse più facebook?

24 Marzo 2011 9 commenti

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Piange il telefono

24 Marzo 2011 3 commenti

Già me lo vedo:  mi si dirà che è come sparare sulla croce rossa. Che è inutile farsi saltare la mosca al naso.

Solo che non posso farne a meno, a qualcuno devo raccontarlo.

E’ il 17 marzo, 150 anni di Italia in festa. Sono le 13, tra pochissimo sarà pronto il pranzo. Suona il telefono.

E’ XXXXXXX, compagnia telefonica.

Addetto: “La chiamiamo per avvisare che tornare alla nostra fornitura adesso è completamente gratuito e anche noi abbiamo eliminato il canone.”

Io grugnisco. L’orticaria si sta espandendo anche agli organi interni,  ho già sentito costoro anche settimana scorsa, e non volontariamente.

Addetto, per nulla scoraggiato: “So che avevate un contratto con noi, quando avete disdetto?”

Io: “Mah, forse un paio di anni fa, se non ricordo male.” Vaghissima.

Addetto: “Posso chiederle il motivo del combiamento?”

Vorrei dire no. Perché so cosa mi aspetta. Invece, probabilmente per insito inestirpabile masochismo, il motivo esce dalla mia bocca: “Io so che non mi crederà, ma il motivo è che qualcuno di voi ha cancellato la nostra posizione sulla centralina del capoluogo di provincia. Non abbiamo avuto internet per 2 settimane.” Sono generosa e non gli dico che dopo queste 2 settimane internet è tornato non grazie a loro, ma perché abbiamo comprato una di quelle “chiavette” con traffico prepagato da attaccare direttamente al computer.

Addetto, prevedibilmente: “Ah! Ma non è assolutamente possibile!”

Io, gelida tipo freezer: “Bene, visto che secondo lei io le sto raccontando una bugia…..”

Addetto, assolutamente insensibile alla temperatura della voce: “Ma, sa, può capitare nella vita di avere esperienze….”, con tono da gran viveur.

Io, stile pieno inverno siberiano: “Allora la ringrazio e le auguro buona giornata”

Addetto, imperterrito: “Però questo che lei mi sta raccontando, no, proprio, no…”

Sta ancora pontificando, pieno di sé, sull’impossibilità di questo fatto da Xfile che a suo tempo, per altro, ci era stato rivelato da uno dei loro tecnici, mentre io metto giù il telefono.

Ok, noi siamo persone difficili con le vendite telefoniche, ma lui ha fatto un errore madornale. Partiva già svantaggiato, chiamando all’ora di pranzo di un giorno festivo: ha peggiorato tutto nel momento in cui ha rifiutato la mia spiegazione, accusandomi, così, con logica, di essere una bugiarda. Persistendo nelle sue convinzioni senza nemmeno ascoltarmi ha insultato e irritato una possibile cliente. Che non è la posizione migliore per ottenere qualcosa.

A parte le felicitazioni per la persona con cui ho parlato, desidero complimentarmi anche col genio che ha deciso che il call center avrebbe lavorato, e stressato la gente, anche il 17 marzo 2011.

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CARNEVALE 2011

17 Marzo 2011 6 commenti

Senza dubbio rimarrà nella storia come il carnevale di Carmen,l’attrazione della serata per tutti i presenti.

Uomini,donne,bambini sono rimasti affascinati da questa figura ambigua ma nello stesso tempo gradevole,provocante,oserei dire quasi perfetta!

Dopo una preparazione che prometteva nulla di buono,visto le difficoltà a reperire consensi e disponibilità del locale,alla fine ha prevalso la voglia di divertimento e  spensieratezza,grazie a D. e P. ,M. e M.P. ,S.(la figlia dei fiori) e naturalmente S. (al trucco) e Lynx che ha curato tutta la preparazione di Carmen,del locale,della musica e dei costumi suoi e della piccola .

Ci siamo ripromessi di replicare nel 2012.Chissà come si presenterà stavolta la STAR ?

Carmen, che scarpe e che gambe!Carmen alla consolle

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Il post dell’8 marzo

5 Marzo 2011 3 commenti

Il post dell’8 marzo su questo blog per tradizione riguarda le donne. Quest’anno voglio fare una cosa diversa. Voglio parlare agli uomini.

In questi giorni impazza la polemica sul corpo delle donne. Chiaramente, come femmina, non può farmi piacere la sovraesposizione degli attributi femminili su giornali e TV. Non sono lesbica, dunque cosce e seni non mi attirano, i dimenamenti simil-coito che chiamano stacchetti mi mettono in imbarazzo, le volate maliziose delle telecamere sulla fetta di sedere mi lasciano tiepida e perplessa.

Capisco, però, che tutto questo possa attirare i maschietti. Il problema, a mio avviso, è su cosa li attira: programmi che altrimenti non guarderebbero. L’audience aumenta, arrivano i pubblicitari.

Rimanendo sulla pubblicità: i corpi nudi che tanto piacciono servono a far aprire il portafoglio. Su questo ho una certezza granitica. Non voglio dare giudizi etici, detesto sembrare la solita bacchettona.

Ma i maschi non sono stanchi di fare la solita figura di quelli che si fanno prendere per il naso? Ogni tanto mi piace scherzare sull’uomo-macchietta che mette in stand-by il cervello per andare là dove lo portano i paesi bassi, ma a lungo andare è una cosa che mi lascia l’amaro in bocca.

Uomini? Tocca a voi! Vi fanno passare per neanderthaliani? Cambiate canale, mettete il lucchetto al vostro portafoglio! Per la VOSTRA dignità, ancora prima che per la nostra.

Ieri apro il giornale e leggo la recensione di un libro, scritto da una donna, che da una semplicissima ricetta per la felicità muliebre: sposatevi, sottomettetevi e fate figli.

Così. A bruciapelo. Ricetta di vita come se fosse la ricetta degli ossibuchi. Per altro vecchia, appunto, come la ricetta degli ossibuchi.

Sposarsi? Passi.

Sottomettersi? Insomma. A me non è mai venuto troppo bene. Forse ci ho perso un paio di fidanzati, ma ci ho guadagnato una notevole dose di pace e libertà mentale.

Fare figli? I figli si fanno per scelta, per amore dei figli. Non perché sei lo zerbino di tuo marito e vuoi qualcosa che ti occupi per non pensarci. Oltretutto la prole si accudisce in due, di norma, iniziare con il compagno tiepidino non è dei migliori auspici.

Insomma, è il vecchio modello che si è un po’ ripulito, si è dato una spolverata di brillantini e si è travestito da manuale per cambiarti la vita, come i libri di psicologia spiccia americani.

E gli uomini in tutto questo? Degli eterni ragazzini perennemente da accudire, blandire, senza una responsabilità al mondo. Da manovrare non dico per dove ma lo abbiamo capito tutti. Davvero la vogliono una moglie così? Una che non contraddica, ma che accontenti, come farebbe una madre sfinita dai capricci dei figli? Sul serio?

Altra cosa: mi fanno cascare le braccia quelli che hanno usato il corpo delle donne fino ad adesso, poi hanno fiutato l’aria che tira e hanno cominciato a denunciare i mezzi di informazione o i programmi che predicano bene e razzolano male, ovvero che sposano la causa della dignità femminile e 2 pagine più in là o in altro momento usano modelle semisvestite per i soliti fini. E’ vero, questi ultimi sono ipocriti. Ma i primi assomigliano terribilmente a quei ragazzini che, presi con le mani ficcate nel barattolo della marmellata, strepitano: “L’ha fatto prima lui!”.

Non si tratta di chi l’ha fatto per primo o di chi sia il più spudorato: si tratta di piantarla di usare il sesso e i sessi a sproposito.

E ancora! Noto che, fortunatamente, sono rare le esposizioni di carne maschile a uso e consumo delle femminucce. Secondo me la pornografia riservata all’altra metà del cielo è quella dei sentimenti. Altrimenti non mi spiegherei tutta questa diffusione dei vari reality -l’uovo di Colombo: spiare dal buco della serratura senza nessun senso di colpa- o delle soap opera, o dei vari programmi di approfondimento sui più repellenti fatti di cronaca. Il mezzo è leggermente diverso, il fine è il solito e si aggira nel triangolo delle Bermude di audience-pubblicità-portafoglio.

Si dice che Circe trasformò i marinai di Ulisse in porci, per godersi in pace il furbo zuzzurellone. Secondo me è una metafora senza tempo che calza a pennello anche a questi anni. Noi dovremmo riprendere il nostro viaggio, ma Circe ci ha tutti trasfomati in maiali soddisfando i nostri istinti più bassi. Ulisse ci dovrebbe salvare spremendosi le meningi, ma non si sa dove sia andato a finire. E, a pensarci bene, non si sa nemmeno di quale cervello stia attualmente facendo uso.

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Il ritorno della Carmen

1 Marzo 2011 8 commenti

Sta arrivando il carnevale. Arriva la Carmen. Ho un marito che si diverte ogni anno a vestirsi da donna.

A dir la verità mi diverto tantissimo anche io. Passiamo i sei mesi prima dell’evento a cercare l’abbigliamento giusto tra ebay e mercatini: se ci capita un’occasione la cogliamo. Di occasione in occasione siamo riusciti a mettere insieme il look adatto, scarpe comprese.

A proposito di scarpe: il marito non se la cava male sui tacchi, assomiglia nella camminata a Jack Sparrow ma è passabile. Le gambe sono più belle delle mie, il corpo va giù decisamente troppo squadrato sui fianchi ma un corsetto vittoriano può rimediare e far apparire un vitino di vespa. L’anno  scorso abbiamo infilato due palloncini in un mio reggiseno, quest’anno sono  arrivate per posta un paio di inquietanti tette finte di plastica che per ora stanno rotolando di stanza in stanza attendendo la collocazione più appropriata. Dal mercatino dell’usato sono arrivate una gonnellina sgarzula semitrasparente e un giubbetto attillato che dopo una passata in lavatrice con presidio antibatterico possono essere indossati senza remore, una vera divisa da squinzia. Quest’anno la Carmen ha i capelli acconciati un malizioso caschetto alla “Valentina”, e sono previste altre sorprese.

Ho potuto osservare in più occasioni le reazioni di chi si trova davanti la mia metà la sera di carnevale. Nella maggior parte dei casi sono sghignazzate senza freni. Finché la soave visione rimane di spalle qualche maschio non si accorge della realtà dei fatti e si prepara all’attacco, questo è lo spettacolo decisamente più ridicolo. O più preoccupante?

Tanto per non generare equivoci io mi vesto da nativa americana: Grossa Nuvola Grigia. Se dovessi difendere il marito da qualche corteggiatore insistente ho anche il tomahawk.

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