Archivio

Archivio Dicembre 2010

Buon 2011!

31 Dicembre 2010 1 commento

Niente bilanci, prego! Niente meditazioni, nessun esame di coscienza. Per quelli c’è tempo tutto l’anno.

Adesso…. solo verdura da lavare, salse da frullare, tartine da preparare. Se oggi mi sono ustionata un dito grazie all’urlo belluino e frustrato della piccola, che voleva assolutamente riincartare un libro con cui ha giocato tutta la sera (per scartarlo di nuovo e rivivere la magia della sorpresa?) proprio mentre estraevo una teglia dal forno…. figuriamoci se mi metto a meditare su me stessa, i miei errori (pentiti, pentiti, pentiti…) e sul senso della vita. Sono molto affezionata alle mie estremità.

Stasera è festa. Si canta, si balla, si mangia e si beve. Con amici.

E’ festa perché…. ci va di fare festa. La fine e l’inizio sono solo dei pretesti.

Categorie:Argomenti vari Tag:

Buon Natale a tutti!

24 Dicembre 2010 3 commenti
Categorie:Argomenti vari Tag:

Neve

17 Dicembre 2010 5 commenti

Nevica.

I gatti giocano a nascondino in giardino, si fanno inseguire poi corrono via a coda alta dentro qualche cespuglio.

Le galline chiocciano dietro alla rete del pollaio, sono in sciopero: la produzione uova si è di molto abbassata.

Noi siamo in casa a fare arancini siciliani. Proprio stasera, che nevica, abbiamo uno dei  nostri rari eventi sociali.

Nevica perché ieri ho lavato 2 vetri: finestra della cucina e finestra della sala. Per fortuna non sono passata al resto della casa, non credo avrei potuto sopportare il senso di colpa per un intero emisfero terrestre travolto dalla tormenta. Nessuno parla di cattive condizioni atmosferiche in Marocco o alle Hawaii, dopo tutto, oltre alle stanze da letto, ho persino lasciato perdere le velux del solaio….

Categorie:Argomenti vari Tag: ,

Io e la K. azzurra

13 Dicembre 2010 2 commenti

Mio marito ama le auto. Mio padre ama le auto. Mia madre anche.

Le amano in generale, come categoria. Io non tanto: ho avuto un’infatuazione adolescenziale che è evaporata il giorno che mi sono resa conto dei costi e della marea di cose a cui rinunciavo e rinuncio per poterne possedere una mediamente funzionante. Ne ho amate alcune in particolare, però.

Quando correvo in lungo e in largo per la provincia, accumulando i dati per la mia tesi, lo facevo su una vecchia K. ormai maggiorenne. Non dico marca né modello perchè potrei fare della pubblicità occulta: quando farò l’elenco delle sue disgrazie molti si potrebbero stupire della fedele longevità del motore e desiderare di recuperarne qualcuna dallo sfasciacarrozze per convertirla a GPL e darle una terza o quarta giovinezza, nonché un ennesimo proprietario.

Me la prestava ogni volta un fidanzato un po’ originale, ma solidale. La vegliarda aveva mantenuto il suo aspetto azzurrino e angoloso, ma dignitoso, fino al giorno in cui il fidanzato in questione non volle fare un’entrata ad effetto nel cortile del suo miglior amico: una cosa spettacolosa completa di derapata finale a freno a mano tirato. Com’è, come non è, lui si ritrovò la portiera arrotolata intorno a un albero di tiglio, perfettamente a banana. La cambiò il fidanzato, non essendo molto in grana, prendendo la sostituta dal rottamaio: una portiera di eguale modello e del lato giusto ma verde, che il nostro non uniformò mai al colore principale dell’auto.

Successivamente il fidanzato dimenticò le chiavi all’interno chiudendo le sicure delle portiere un giorno che andava a lavoro soprapensiero. Questo comportò la visita di un fabbro piuttosto poco accorto che finì col rompere le serrature delle portiere davanti e smembrare, per fortuna aprendola, quella del portellone.

Riassumendo: io giravo con una macchina azzurrina con portiera verde montata male, che ogni volta dovevo aprire con una spallata, la cui unica serratura funzionante era quella del baule, che si apriva, però, solo con un cacciavite saldato malamente su un tubo di ferro che mi pesava puntualmente nelle tasche della giacca o del giubbotto.

Ma anche se tutto il corpo dei Carabinieri della provincia mi conosceva e ogni volta che mi fermava si metteva a girare attorno al veicolo come nel film “Lo squalo” per vedere se era sopraggiunta qualche altra magagna e finalmente mi si poteva rifilare una multa, io amavo la vecchia K, perché sopravviveva tenacemente ad ogni revisione (e senza aiutini).

La amai anche la volta che uscii dalle prove del coro e, contrariamente alle mie abitudini avevo chiuso le portiere (di solito lasciavo tutto aperto, tale era il traffico di riaprire), dovetti aprirla dal baule entrandoci per scivolare da dietro direttamente al posto di guida e una mia carissima amica passò di lì proprio mentre reggevo il portellone, perché le apposite bacchettine non funzionavano più, e la salutai con un sorriso che faceva di tutto per non sembrare colpevole mentre rischiavo di farmi fagocitare dall’auto stessa in stile “pianta carnivora”. Ero felice lo stesso, fossero stati solo i pistoni del baule che non funzionavano…… e poi pensa se passavano i carabinieri beccandomi nel baule, sai le risate mentre mi ammanettavano per presunto furto d’auto?

Tutto questo mi torna in mente quando Joe mi parla del tal modello o di tal altro. Non so mai cosa dire in risposta.

Categorie:Argomenti vari Tag: ,

Deliri onirici

9 Dicembre 2010 2 commenti

Io e P. siamo impegnate in una gara di rally contro il team dei nostri mariti. P. è al volante ed io faccio il navigatore, ma a un certo punto, giustamente in un impluvio sperso in mezzo a chissà quali boschi, io mi ritrovo al volante e la macchina in un ruscello,  però avanza lo stesso rombando. E siamo in testa, i consorti sono ancora spersi nella foresta mentre noi schizziamo fuori dagli alberi direttamente in centro alla cittadina in cui la coppia di nostri amici abita. Finisce tutto peggio che a tarallucci e vino: la scena conclusiva è in un ristorante giapponese davanti a del sashimi che io voglio assoltuamente condire con succo di limone invece che con salsa di soia. Questo venerdì scorso.

Altro scenario delirante. Non sono nemmeno io. Una biologa e un personaggio tipo guardia forestale o guardacaccia (normalmente li so anche distinguere ma in quel momento no) stanno per fare un campionamento. Però non si sa cosa si deva campionare.  L’uomo si cala in doppia corda lungo una parete rocciosa per accorgersi a metà strada che l’enorme lastrone è stato sfregiato con le bombolette spray, come i muri delle stazioni abbandonate, con la rappresentazione enorme e deformata di una faccia. E non è l’unica! Tutti i severi e rocciosi contrafforti della valle sono stati imbrattati di graffiti molto poco artistici, per altro. Mi sveglio in un bagno di sudore.

Se non fossi sicura che questi sogni si devono a delle cene un po’ troppo abbondanti, metterei un secchiello di pop-corn sul comodino perchè tutto ciò è meglio che andare al cinema.

Spero solo di non sognare un domani un film straniero, impegnato,  in lingua originale con dibattito finale…..

Categorie:Argomenti vari Tag: