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Archivio Giugno 2010

Capre e saggi

28 Giugno 2010 Nessun commento

Tra i libri che ho scavato fuori al mercatino dell’usato c’è “Planetario – Simboli, miti e misteri di astri, pianeti e costellazioni” di Alfredo Cattabiani. Sembra esoterico, ma non è. In realtà il signor (Signor…. mah, ad occhio e croce potremmo dire almeno almeno Dott. o Prof., ma non conosco la sua biografia) Cattabiani vuole raccontare i miti nascosti dietro alle costellazioni, da cosa deriva il loro nome, quale popolo aveva immaginato cosa per i vari gruppi di stelle visibli in cielo.

Devo dire che non è stata una lettura facilissima, la capra (io) ne ha tratto alcune conclusioni.

La prima è che, come sospettavo, alcune storie girano da 3-4000 anni e forse più. Cosa racconta il cielo? Di tradimenti e passioni (forse delle volte somiglia un po’ a novella 2000), di guerre, vendette, delitti,  dei miti della creazione del mondo.

La seconda è che Zeus era un grandissimo zuzzurellone.

La terza è che già millenni fa c’era il concetto di “viaggio per ottenere la conoscenza”: qui si parla di Giasone ma a me sono venuti in mente Ulisse, Dante e Frodo Baggins (lo so, sono una capra con la propensione al fantasy, “Il signore degli anelli” è uno dei miei libri preferti).

La quarta è che le antiche tradizioni matriarcali di cui si possono intravedere i frammenti nell’astromitologia non sono del tutto defunte.

La quinta è che i nomi arabi delle stelle sono fascinosissimi ma poterbbero anche avere dei significati estremamente terra-terra. Esemplifico: Merak (beta ursae majoris - nella costellazione dell’orsa maggiore)= il lombo, nel senso letterale; Betelgeuse (alpha orionis – orione) = l’ascella di colui che sta al centro,  e così via passando per capelli, parti anatomiche di diverso tipo, cammelli, capre, cavalli ……..

Da stasera si passa al solito fantasy, mi attende il consueto mattonazzo di circa 2000 pagine.

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Due libri per l’estate

24 Giugno 2010 3 commenti

Se volete leggere un libro con una storia piena di speranza procuratevi “Io e Dewey” di Vicki Myron e Bret Witter. L’io narrante è una bibliotecaria, la Vicki autrice, che un giorno freddo trova nella buca per la restituzione dei libri della biblioteca un gattino. La storia è vera, il gattino diventerà la star della biblioteca di una piccola città dell’Iowa, Spencer, sullo sfondo della grande crisi agricola degli anni 80.

La speranza dov’è? Vicky lascia il marito alcoolizzato riscattando se stessa e sua figlia, si laurea con l’aiuto della famiglia e della previdenza sociale, ottiene il posto di direttrice della biblioteca di Spencer dopo un corso post universitario che, unito alla normale routine di una madre single lavoratrice, può essere definito come massacrante. La cittadina rischia di soccombere alla crisi agricola, ma gli abitanti ce la fanno, si reinventano in qualche modo, anche effettuando scelte che di primo acchito potrebbero sembrare poco sagge, come rifiutare di ospitare un’industria con emissioni malsane e posti di lavoro con salario bassissimo. Arriva un enorme centro commerciale poco fuori dall’abitato? I piccoli negozi in centro creano nuove nicchie con cose introvabili sugli scaffali della grande distribuzione. E c’è sempre Dewey, un vero missionario della pet theraphy, che trova il modo di stringere amicizia con chiunque entri in biblioteca, per i cattofili è una perla!

Se volete leggere un libro totalmente disimpegnato, magari sfogliandolo insieme ad amici e famiglia per le classiche 4 risate dopo cena, ecco “Sfigology – Il lato oscuro della tua data di nascita” di Hazel Dixon-Cooper. Vero, è un libro di astrologia: c’è chi in essa ha una fede smisurata, ci sono i semplici curiosi (dopo tutto è una disciplina antichissima), ci sono i detrattori. Io la vedo come un gioco e un punto di partenza per far parlare alle persone di sé, anche se non l’ho mai usata per rimorchiare…..

Comunque in questo libro non si trova nulla di magniloquiente o pomposo, l’autrice, che si guarda bene dal pubblicare la sua data di nascita, analizza ciascun segno partendo dai difetti con uno stile ferocemente satirico che potrebbe coinvolgere il più scettico detrattore. Assolutamente spassosissimi sono i consigli per sopravvivere alla convivenza con questo o tale altro segno.

Dimenticavo, entrambi i libri sono usciti in edizione tascabile, il che non guasta, soprattutto se si rischia di inzaccherarli con la sabbia o di farli cadere dallo zaino in montagna.

UbiquiDeanna

21 Giugno 2010 Nessun commento

Due amici ci mostrano le foto della loro crociera sul mediterraneo.

Istambul, foto delle panchine di una piazza. E’ lei. Lì, con aria indifferente, tipo soprammobile. Deanna, cosa ci fai ad Istambul?

Per un attimo penso che le preghiere di Joe riguardo ai miei gatti siano state esaudite, poi guardo in veranda e un guizzo tigrato grigio/caramello mi rassicura. Deanna sta consumando il pasto serale metodicamente. Lo dicevo che mi sarei pentita di aver dato ai felini dei nomi tratti da “Star Trek – Tha next generation”, anche in quella serie delle volte succedono guai col teletrasporto.

Il signor Worf, invece, passato il periodaccio croccantini diversi (mai più ricomprati), ha acquisito una nuova dipendenza: quella per la pasta di malto destinata ad aiutarlo con la muta. Potrebbe fare qualsiasi cosa per la pasta per il pelo. Forse stanno per aprirsi nuovi scenari.

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Pezzi

17 Giugno 2010 Nessun commento

Pezzi del robot-centrifuga da lavare  dopo un misero succo di fragole: almeno 6. Un po’ più compatto no, eh?

Pezzi dei pantaloni blu mare con cui sto litigando questa settimana: 14. E qui è colpa mia, sono cose che succedono con il fai-da-te estremo. I signori della rivista di cartamodelli hanno in realtà trovato un modo geniale per diminuire il metraggio della stoffa: con il pezzo (!) che rimane farò dei bellissimi pantaloni per l’infante. Pantaloni, sì. Non prendisole sgarzuli che si arricciano sullo scivolo e non proteggono le ginocchia di una futura stunt-girl. E poi blu, anche se fa maschietto, massima concessione alle vezzosità una decorazione a fiori bianca e oro.

Pezzi di giocattoli ovunque: la normalità in una casa abitata da una bambina di quasi due anni. In genere gli ospiti capiscono benissimo e, se anche si siedono sui cavallucci della fattoria nascosti tra i cuscini del divano, li estraggono da dove si sono incastrati e vanno avanti col discorso. E poi lo sanno anche i gatti che Lynx è una disordinata cronica.

Pezzi di non ben precisata materia: quelli che parcheggiano negli spazi riservati alla famiglia o ai disabili del discount, siano essi i muratori in pausa con furgone pieno di terriccio e pala in bella vista, o la signora-bene con SUV e tacco a spillo ma senza figli e passeggini o gesso e stampelle; io credo nella parità dei sessi.

Inizio estate

13 Giugno 2010 5 commenti

Venerdì: Ultime lezioni di piano, mi godo la passeggiata accademia-parcheggio accompagnata dalle note di  “La donna è mobile”  suonata col violino. La musica esce dalla finestra, non è affatto perfetta ma denota determinazione e voglia di riuscire, e mi mette di buon umore. Penso a tutti gli allievi al termine di un anno di lavoro, ciascuno nella sua stanza col maestro e il suo strumento. I caprifogli profumano abbarbicati sugli alberi a bordo strada.

Sabato: mezz’ora a spulciare tra gli scaffali di libri al mercatino dell’usato. Torno a casa con 8 libri, alcuni sono decisamente vecchi, però non ho mai sentito parlare di date di scadenza per i racconti, ce ne sono che girano da più di 2000 anni, dopo tutto, e noi siamo sempre lì a gustarceli in un modo o nell’altro.

Domenica: Joe è arrampicato sul ciliegio per cogliere gli ultimi frutti, Francesca spinge l’altalena per la sua bambola, Inge. Interrompe il quadro idilliaco una specie di carro armato che sta smuovendo i gladioli peggio di un T-rex in una foresta primordiale: Pasqualina (la gallina più anziana) ha afferrato una lucertola, la consuma di fretta tra una pausa e l’altra dell’inseguimento a cui le altre la stanno sottoponendo. Passa Worf, ancora in sciopero della fame a causa dei croccantini nuovi, che lui detesta. “Potresti prendere esempio, se hai così fame”, gli suggerisco spassionatamente.