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Archivio Marzo 2010

Cyber tormento

31 Marzo 2010 Nessun commento

Parlare con il computer non si può. Non è una cosa viva e gli scenari di Asimov sull’intelligenza artificiale sono lontani. Altro che 3 leggi della robotica.

Dargli una personalità -invariabilmente bastarda e sfido chiunque a darne un’altra definizione – ha un sapore animistico, quasi neanderthaliano.

Però ci casco sempre. Va a finire che ogni volta che lavoro in modalità provvisoria, e mi capita sempre più spesso, insulto questo povero ammasso di microchip. Il colmo dell’ingiustizia e dell’irrazionalità umana.

Oggi voglio insultare i soggetti giusti: quelli che ti mandano gli aggioramenti. Sono sicura che è colpa loro, tutta questa modalità provvisoria è arrivata dopo circa due settimane che il mio browser continuava a ricevere aggiornamenti da installare ogni giorno.

Insomma, cosa devo fare io con il browser internet? Aggiornare il blog, guardare su ebay, buttare un occhio su facebook. Fine. Anche se non ho l’ultima versione più figa per farlo NON MI IMPORTA!

E tanto per dirla fuori dai denti, penso che il mio povero sistema operativo sia troppo giurassico per reggere il colpo e i ritmi.

O forse sono io che sono troppo giurassica.

Joe invece, pieno di entusiasmo, a tre giorni dal nostro matrimonio con tutto quello che ne segue in termini di compiti da svolgere, si butta in una nuova cyber avventura! Questo è il suo nuovo blog:

http://joedidimaggio.blogspot.com

Per chiunque abbia bisogno di consigli sull’impianto elettrico è un’ottima cosa: lui sta aspettando che qualcuno si faccia avanti con le prime domande. Visitatelo!

Nuvole nere

29 Marzo 2010 Nessun commento

Siamo appena tornati da uno dei tanti giri causa matrimonio imminente.

Abbiamo entrambi qualche lineetta di febbre. Io sono quasi abbioccata  e non riesco a lasciare il sedile del nostro furgoncino a metano. A riparo dei vetri  c’è un tepore piacevole, mentre all’esterno si stanno radunando cumuli di nuvole nere.

“Abbiamo tutto contro” sussurra Joe riferendosi alla condizioni metereologiche da tregenda che si stanno preparando per il giorno del nostro matrimonio. Infatti lo speaker delle previsioni del tempo ci aveva detto di guardare lì, sul Portogallo – ed io per un secondo ho pensato “Sta arrivando un’area di alta pressione?” – lui invece annuncia felice che sta arrivando una nuova perturbazione sulle regioni del centro nord.

Come farò ad asciugare la biancheria, lavare i vetri esterni e sistemare il giardino? Per la prima volta non ho risposta a questo dubbio amletico. Poi tanto mi consolo pensando che tutti i nostri amici sanno perfettamente che come casalinga non valgo granché, quindi anche se vedranno i vetri sporchi e i residuati secchi delle passate fioriture in veranda per loro non sarà una novità.

Sarà la febbre a farmi scrivere così?

Libri e irritazioni prematrimoniali

24 Marzo 2010 2 commenti

La data del matrimonio si avvicina e, lo ammetto, divento sempre più irritabile.

Ma come non irritarsi dopo aver perso 3 metri di tulle in casa propria? Doveva decorare la nostra automobile, come minimo lo ritroverò tra una decina d’anni, o forse direttamente per il matrimonio del bradipo se non per quello della piccola.

Avremo un piccolo rinfresco prematrimoniale, ovviamente dovremo presenziare entrambi allo stesso, dato che abitiamo già nella stessa casa. Attenzione, però! Gli sposi non si devono vedere prima della cerimonia per tradizione. E allora ci siamo inventati la presenza a tempo: dalle 10 alle 10,30 lo sposo, dalle 10,30 alle 10,50 la sposa. Non deve andare storta una virgola.

Molti sono irritati per il nostro desiderio pratico ed ecologico di andare a piedi in municipio e tornare sempre così a casa nostra per formare il corteo. Faccio notare che il comune è a uno sputo sia per il percorso dello sposo sia per quello della sposa (ovviamente diversi), che sta a mezza costa in collina e che quindi a posteggi è messo male, che vicino a casa nostra invece ci sono ben 2 grandi posteggi. Come convincere i tradizionalisti?

In questo quadro generale urticante io volevo rilassarmi con una lettura disimpegnata e ci ho provato con un’opera dello scrittore stranoto XX. Però come faccio a non irritarmi entro le prime 10 pagine quando leggo della secchiona a capo della segretissima sezione criptografia della segretissima agenzia del governo YYY che ha circa 30 anni, gambe chilometriche, bellezza eterea, un fidanzato genio e aitante e un quoziente intellettivo di 170? Che diamine, ho smesso di giocare con Barbie e Ken a 12 anni!!!!!!!!

Mi sono buttata su Mauro Corona, che è sempre una garanzia. Solo che adesso ho finito tutti i suoi libri.

Matrimonio-fai-da-te: le cronache, 4.

18 Marzo 2010 1 commento

Il vestito è quasi pronto. La mia eroica cognata è riuscita a cavarsela in una settimana. Almeno una cosa a posto.

Il coprispalle provato sul vestito non è piaciuto, cede il privilegio alla stola, che ha ricevuto l’approvazione del gineceo.

Il gineceo è quello che abbiamo costituito nella cucina di mia madre, dove sta nascendo il vestito. E’ una realtà tutta femminile in cui fervono i preparativi, tra commenti e suggerimenti. La tradizione vuole che lo sposo non veda ed abbiamo messo in piedi una “zona off limits” a casa di mamma e papà.

Sto contenendo a fatica la voglia del gineceo di trasformare questa piccola cerimonia informale in un incubo di foto artistiche, pose affettate, rigido protocollo.

Sto contenendo a fatica il terrore del parrucchiere e della sua schiuma alla fragola. La truccatrice l’ho elegantemente schivata, non avevo per niente voglia di discutere sull’opportunità di trasformarmi in un mascherone: “Cara, le spose sono sempre così pallide!” esclamano mentre anneghi nel fondotinta e già ti si profila davanti alle palpebre il pennello intinto nell’ombretto del colore più inconsueto possibile (notare l’eufemismo). Preferisco sembrare un ectoplasma.

Il fotografo l’ho cassato. Piazzo la macchina in mano ai miei invitati, grazie alla legge dei grandi numeri qualcosa ne verrà fuori.

Il tempo stringe e comincio a dimenticarmi anche delle cose che mi scrivo; ne sa qualcosa il nostro fornitore del gas, la cui bolletta è stata pagata con 4 giorni di ritardo anche se era segnata chiaramente sul calendario.Tutto normale, mi dicono.

Artemisio

13 Marzo 2010 2 commenti

Con uno strepito ed uno svolazzar di penne, voilà, l’ho estratto dallo scatolone per presentarlo alle galline. Abbiamo comprato un altro gallo, uno color crema screziato di nero con una gran cresta rossa.

Dopo l’entrata trionfale Artemisio ha cominciato a fare lo splendido con le allegre comari, girando loro attorno con l’ala semiabbassata e agitandosi molto. E’ stato brutalmente ridimensionato da un attacco ferocissimo di Pasqualina; dopo questo le “ragazze” hanno concluso che la strategia migliore era quella di ignorarlo.

Lo hanno fatto molto bene. Infatti loro alle 18.30 erano regolarmente a dormire, lui era in giro per il pollaio con l’aria smarrita di uno che sta cercando disperatamente un trespolo. L’ho guidato pazientemente verso la casetta coibentata sperando che riuscisse a capire come entrare…. dopo tutto ci sono riuscite le due carampane a suo tempo, perché non lui? Joe è andato a controllare dopo una mezz’ora e lo ha scorto incuneato beatamente tra Cesira e Pasqualina. Buon segno: l’altro (buonanima) lo schiacciavano inevitabilmente contro la parete.

Stamattina è uscito dal dormitorio emettendo una sequela di potenti e allegri “chicchirichì”. Abbiamo notato che è talmente territoriale che risponde persino agli allarmi – verso le 9 ne suonava uno parecchio insistente e il nostro nuovo arrivo si stava sgolando per controbattere.

I nostri dubbi sulla sua accettazione da parte delle galline si sono dissipati verso l’una: passando abbiamo notato che il terzetto stava facendo un bagno di polvere collettivo nel solito posto, ovvero davanti alla porta del pollaio, in modo che non possa in seguito essere chiusa a causa dei dossi causati dallo scavo. Ordinaria amministrazione.