100.000 pensieri

27 Gennaio 2012 Nessun commento

Noto con piacere che io e il marito, con questo blog, stiamo per tagliare il traguardo dei centomila contatti.

E’ una bella soddisfazione, soprattutto per me, che sono quella che scrive con maggiore frequenza. Si può dire, in effetti, che io abbia “soffiato” il blog a Joe. Dal giorno in cui ho deciso di mettere le mani sulla tastiera questo spazio internet, prima molto serioso, ha cominciato a virare verso il ridicolo e verso la piccola cronaca. Vero è che ogni tanto, per usare un’espressione a me molto cara, “mi parte l’embolo” e finisco per parlare di cose importanti: ho detto la mia sui referendum acqua e nucleare, sulla discesa in piazza delle donne ed ho appena finito di brontolare sull’immagine delle bimbe nella società moderna.

Confesso di fare raramente post seri primo perché mi piace mantenere un tono leggero almeno sul blog, secondo perché i post seri richiedono un supplemento di documentazione (insomma, per quello sul nucleare avevo disseppellito il mio libro di chimica inorganica per non fare errori con i tempi di dimezzamento) e di riflessione, anche stilistica.

Ci sono delle volte in cui vorrei parlare della tal cosa o dell’altra, e magari ci rimugino anche durante tutta la giornata, penso alle espressioni che userei, alla struttura dello scritto, da dove partire, dove arrivare, poi giungo a sera annichilita, guardo il computer, sfoglio la posta elettronica, butto l’occhio a che succede ai miei contatti di facebook (sono pochi ma buoni) e mi addormento sulla postazione. Il giorno dopo è già, appunto, un  altro giorno e i pensieri collettivi delle persone che frequento sono lontani da quello che volevo sviscerare.

Altre volte non scrivo perché quello che ho attorno è troppo amaro per fare commenti.

Ad ogni modo oggi è il Giorno della Memoria, lo volevo comunque ricordare e sistemarlo tra le pagine amare di tutto il genere umano.

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Carriere

22 Gennaio 2012 3 commenti

“Stadio infetto” non è precisamente il mio telegiornale preferito, però il grande insiste per guardarlo mentre si mangia e si può dire che lo subisco.

La notizia  gossip è che la famosissima ex modella C.C. ha fatto ingaggiare la figliola per le attuali sfilate. “Stadio infetto” mastica amaro sul nepotismo nel mondo della moda. Cosa che, ammettiamolo, non ci fa assolutamente dormire tranquille. Volevamo tutte fare le modelle per “Proci e Campane” e adesso…. un sogno infranto!

In compenso c’è solo un accenno al fatto che la prole in carriera frequenta una classe equiparabile alla quinta elementare. Proprio mentre sullo schermo campeggia la foto del soggetto in abiti palesemente da femmina adulta e seduttiva arrivo alla conclusione che dovrebbe avere sì e no una decina di anni.

L’immagine sparisce velocemente per far posto ad altri famosi rampolli che si sono lanciati nel calderone del mondo dello spettacolo sulla falsariga dei genitori. Quindi non riesco a verificare se effettivamente si possa trattare di una bimba truccata e issata su un tacco 12 oppure di una ragazzina che è stata talmente impegnata nella scalata al successo da trascurare gli studi così pesantemente da aver ripetuto magari più volte tutti i cinque anni delle elementari.

Trovo che l’effettiva età della piccola modella sia la vera cosa preoccupante. Dovremmo pretendere che le bambine facciano le bambine. A 10 anni l’unico momento in cui possono entrare in contatto con un tacco 12 è quando giocano a fare le signore con le scarpe di mamma insieme alle amichette coetanee. Esiste già l’immagine della donna oggetto, non c’è bisogno di lavorare in tal senso anche sull’infanzia.

Lo dico da mamma.

 

 

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L’evoluzione della rete.

16 Gennaio 2012 Nessun commento

Mi sembra ieri  quando mi ero iscritto ad un corso di informatica in linguaggio BASIC ed invece sono passati decine e decine di anni.Allora sembrava tutto fantastico,il mondo visto nei film stava diventando realtà sotto i polpastrelli a contatto con la tastiera dell’ allora mitico Commodore 16. I minuti che scorrevano durante il caricamento di un programma con il mitico registratore che partiva con il comando “load” e che sembravano interminabili fino a quando sul monitor/televisore 14 pollici appariva la schermata iniziale del programma,era puro delirio. Successivamente passavo all’evoluzione chiamato 386 con tanto di stampante ad aghi per poi conquistare un P.Bell completo di tutto il necessario per affrontare la rete (the net).Quanti bei momenti visitando il Museo D’Orsay  comodamente seduto davanti la scrivania,oppure chattando con gente che non si conosceva affatto ma con cui si passavano intere nottate parlando di tutto.In seguito arrivarono le prime webcam e netmeeting con le sue immagini trasmesse a scatto cedeva il passo a MSN molto più definito e più veloce grazie anche alla banda che lasciava da parte il simpatico/antipatico fischio del modem quando si collegava alla rete di 56k impegnando anche la linea telefonica di casa,mentre i più fortunati avevano l’ ISDN un altro pianeta.Più il tempo passava e più la rete si evolveva e con essa tutte le sue maglie fatte di GOOGLE,EXCITE,YAHOO,VIRGILIO e Windows 3.1, Windows 95 ,Windows 98, Windows 2000 , Windows XP, Windows Vista e Windows 7 ma anche Opera,Firefox,Ubuntu ,Linux e il sogno di tutti,il mitico MAC. Gli Home Computer i Tower,i mini Tower,hanno lasciato il posto ai Notebook,i notebook hanno avuto dei figli chiamati netbook e dei nipoti,i tablet.Ma fra una ventina di anni come si evolverà la rete? E noi ci saremo ancora? La risposta a questi quesiti nella prossima puntata…

Joefalchetto 2012

 

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Pensiero stupendo?

11 Gennaio 2012 3 commenti

L. mi ha mandato una mail circa la possibilità di comprendere veramente i propri figli. La mail doveva avere un allegato, che lei ha dimenticato, appunto, di allegare, che risolveva tutto con un video ridicolo giocato su un equivoco. La seconda mail rimediava all’errore.

Io ho risposto alla prima prima di aprire la seconda. E L. ha pagato il suo errore con una mia amarognola esternazione sull’inconsistenza dell’istinto materno in generale e del mio in particolare.

Ora, al di là di ciò che L. ormai pensa di me -mi conosce da oltre una decina di anni e quindi SA – non è che per caso io stia diventando quel filo polemica e pesante?

Forse dovrei andare a ballare. O a fare del karaoke. O sulla cima della Martica. Così non ci penso. E riporto un po’ di leggerezza nella mia giornata.

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Epifania

8 Gennaio 2012 2 commenti

L’Epifania tutte le feste porta via, diceva mia nonna. E per fortuna, aggiungo io con tanto di sospiro di sollievo, pensando all’albero di Natale, che ha subito gli attacchi congiunti della figlia e del gatto. Gli ultimi giorni era inguardabile, con i festoni giù (gatto) e le palline relegate tutte ai piani più alti (la bambina, a suo dire per toglierle al gatto).

Niente male, le feste. Ti aiutano in un periodo dell’inverno che per i depressi cronici, e non, è piuttosto critico: quello con il minor numero di ore del giono con il sole. Ti perdi via con le decorazioni, la vita sociale e i biscotti e il buio se ne va.

Quest’anno, poi, non è nemmeno troppo lontana la prossima gazzarra: carnevale si avvicina, con conseguente apparizione della Carmen e delle sue ciglia finte. Come sarta di casa il marito drag queen per una sera non mi fa un plissé: ora il problema è la figlia, prima voleva vestirsi da principessa. Andava benissimo, ce l’avrei fatta sicuramente, magari ritrovando i 5 metri di tulle che ho perso nella mia stessa casa due anni fa, in occasione del nostro matrimonio.

No. Non li ho ancora trovati. Potrebbero essere la prova dell’esistenza dei varchi spazio-temporali. Da qualche parte in questo o in un altro universo sicuramente sono.

Ma, tornando alla piccola e al carnevale, il momento di panico è sopravvenuto quando la bambina ha visto la sirenetta. Ha fatto i tre giorni successivi a chiedermi di vestirsi da sirenetta. Continuava, per altro, a inseguirmi con la conchiglia dell’unica cappasanta entrata in casa a capodanno per posizionarmela a coppa tipo, appunto, sirena. Beata innocenza. Io ero già là che mi scervellavo per la coda. Alla fine mi ha salvato in corner la vicina di casa, che per l’Epifania (risolutiva Epifania) ha fatto pervenire un diadema da principessa.  L’infante ha molto opportunamente deciso di vestirsi in modo da poterlo indossare a carnevale. Ovvero l’unico momento in cui noi le abbiamo detto che le permetteremo di uscire con la tiara sulla testa. Risolutivi ricatti educativi……

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